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La seconda vita di Ronda

 
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Inviato: Lun Mag 22, 2017 3:26 pm    Oggetto: Ads

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Ipparco



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MessaggioInviato: Lun Ott 11, 2010 8:52 am    Oggetto: La seconda vita di Ronda Rispondi citando

Oggi vi voglio raccontare una storia. Lo faccio per due motivi: innanzitutto credo che da questa storia io abbia imparato alcune lezioni importanti che voglio condividere, e in secondo luogo perché penso che ogni tanto faccia bene ricordare che la differenza tra successo e fallimento, spesso, sta soprattutto nella volontà delle persone, come vedrete.

Ronda è una bella cavallona murgese di 8 anni.
Oggi non sarebbe più tra noi se non avesse avuto attorno a sé l’affetto del suo proprietario, Piero, e l’impegno dei gestori del maneggio in cui è alloggiata, ai quali va la mia massima stima per la dedizione, la pazienza e l’impegno che hanno saputo mostrare.
Era stata diagnosticata navicolitica nel 2005, e sulla base di questa diagnosi sottoposta a nevrectomia ben 5 volte (QUATTRO sul sinistro e una sul destro) sugli anteriori, l’ultima nel novembre 2009. Penso che questo dato si commenti da sé.
Nonostante tutto ciò, ancora mostrava una zoppia sull'anteriore sinistro, e Piero si era ormai rassegnato, decidendo di sferrarla e metterla in pensione al pascolo.
I piedi di Ronda erano discretamente deformati, contratti, lunghi e con la base d’appoggio estremamente avanzata (cosa che certamente non giovava al navicolare e ai tendini flessori), ma nel complesso non erano nemmeno disastrosi, vista la situazione.

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Nonostante non fossero ridotti troppo male, circa un mese e mezzo dopo la sferratura, l’anteriore sinistro fece un brutto ascesso, piuttosto esteso, sul glomo laterale.

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Niente di troppo preoccupante, sennonché, essendo quel piede del tutto insensibile a causa della nevrectomia, Ronda continuava a camminarci sopra e a caricarlo come se fosse perfettamente integro.
Nell’arco di alcune settimane, il tallone cominciò a cedere, e il veterinario curante (lo stesso delle 5 nevrectomie) non intervenne in alcun modo, se non prescrivendo antibiotico e antiinfiammatorio. Piero, che già in passato aveva avuto una brutta esperienza con un cavallo che aveva perso gli zoccoli, era terrorizzato e pensava che si sarebbe arrivati a dover abbattere Ronda, ma grazie all’insistenza dei gestori del maneggio rimandò la decisione e interpellò un altro veterinario.

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Questo secondo veterinario disse che non era certo il caso di abbattere la cavalla, consigliò il nominativo di un maniscalco/veterinario della zona a suo dire molto capace, si espresse piuttosto negativamente sulla pratica della nevrectomia, prescrisse un integratore per stimolare la crescita dell’unghia ma non fece altro.

Interpellato telefonicamente questo professionista, Piero prima si era sentito rispondere che sarebbe stato richiamato, e quando si decise a richiamare lui, dopo una settimana, il veterinario/maniscalco non si ricordava nemmeno più di cosa si trattasse. Al che Piero decise di restare col pareggiatore.

Nel frattempo (quasi due mesi), nonostante le attenzioni dei gestori (bendaggi, iniezioni quotidiane di antibiotici, pulizia quotidiana della ferita ecc.) la situazione era via via degenerata fino ad esporre il corion, la gamba si era gonfiata enormemente e Piero era sempre più convinto della necessità di abbattere la cavalla.
La corona si era gonfiata a tal punto che in corrispondenza del vecchio ascesso arrivò a prolassare oltre la muraglia e minacciava di staccarsi lungo tutto il perimetro.

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Avendo seguito tutta la storia attraverso le foto mandatemi da Giulia, figlia dei proprietari del maneggio, e non trovandosi ormai nessuno disposto a mettere le mani su quel piede, decisi di parlare del caso con il mio veterinario, Giovanni, a cui va tutta la mia gratitudine per l’assistenza che ci ha dato in questa vicenda. Con lui concordammo sul fatto che occorresse ripulire il piede dai tessuti cornei necrotici e separati dalle strutture sottostanti, scaricare il più possibile il tallone e stimolare la cicatrizzazione della ferita utilizzando la “pasta di Lassar”

Piero intanto si era già rassegnato a dover abbattere Ronda, che oramai non si muoveva più di un passo, spostava continuamente il peso da un anteriore all’altro e stava visibilmente deperendo, e solo grazie all’insistenza di Giulia decise di dare a Ronda ancora una possibilità: il mio tentativo, l’ultimo.

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Il 10 luglio 2010, verso le 6 di sera, arrivai da Ronda (si trova in provincia di Livorno). La situazione, vista dal vivo, era ancora più impressionante che in fotografia. Il piede, dal nodello in giù, era talmente gonfio e duro da essere quasi irriconoscibile, dall’apertura nello zoccolo trasudava siero semi-coagulato e il resto della gamba, fino al carpo, era quasi il doppio del diametro normale. Non si potevano distinguere i tendini, e le vene superficiali erano congestionate e dure come il marmo.
Passai circa 2 ore ad esaminare il piede per tentare di capirci qualcosa e a cercare di mettere insieme una soletta che permettesse di scaricare il tallone dal peso della cavalla. La soluzione giusta mi venne in mente solo durante la notte.
La mattina successiva, alle 7.15, con l’assistenza della madre di Giulia, veterinaria per piccoli animali, ci mettemmo al lavoro: con la massima attenzione a non ferire la corona e le parti già esposte di corion, eliminai la parte di muraglia sottostante la corona prolassata, ciò che restava della barra e del tallone, e tutti i frammenti di suola separati dai tessuti sottostanti. Inoltre smussai la muraglia fino al bordo della suola in modo molto aggressivo per scaricarla da qualsiasi sforzo, poiché sembrava sul punto di staccarsi dal piede. (Tengo molto a precisare che questa è stata la prima occasione in cui ho avuto modo di lavorare su Ronda, a 2 mesi dall’ascesso iniziale)
Queste sono le foto del risultato finale dopo quasi 2 ore di lavoro.

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Finito il lavoro di tolettatura, lavammo accuratamente il piede con acqua e b*t*d**e, lo asciugammo ed applicammo la pasta di Lassar. Dopodiché fasciammo il piede, posizionando la soletta di neoprene per proteggere e scaricare il più possibile il tallone.

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Parlai con Piero e gli chiesi di tenere duro ancora 2 settimane: se alla fine di quelle 2 settimane non ci fossero stati miglioramenti significativi, avrebbe fatto abbattere Ronda. Io stesso quel giorno, pur avendo fatto il meglio che potessi, non avrei [CENSORED] o un centesimo sulle possibilità di Ronda.

Giovanni aveva consigliato di lasciare la fasciatura 4 giorni prima di rinnovarla per altri 4, ma a causa del pur scarso movimento della cavalla, dovette essere cambiata ogni 2 giorni. Inoltre il neoprene di cui disponevamo non era abbastanza denso, e dopo un giorno, due al massimo, si riduceva ad una frittellina inconsistente, richiedendo comunque di sostituire il bendaggio.
Ciononostante, dopo una settimana, il piede era notevolmente migliorato: tutti i tessuti esposti si erano coperti di tessuto corneo, per quanto sottile e gommoso, e la gamba, tra carpo e nodello, era decisamente meno gonfia, anche grazie alla somministrazione di un fibrinolitico. Anche l’umore di Ronda stava migliorando.
Alla luce di questi progressi, Piero decise di accantonare l’ipotesi dell’eutanasia.

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Dopo un mese, durante il quale il piede venne tenuto fasciato e protetto con la soletta, per esattezza il 9 agosto, tornai da Ronda insieme a Giovanni per tolettare nuovamente lo zoccolo e per cercare di capire come mai il piede fosse rimasto gonfio mentre la gamba era tornata praticamente normale.
Trovammo una cavalla decisamente più vispa della volta precedente, e il piede presentava una crescita generosa di materiale corneo, con un primo accenno della formazione della nuova muraglia nella zona del tallone. Capimmo subito il motivo del gonfiore persistente del piede: a causa della rapida crescita dell’unghia, ciò che era rimasto della barra dopo il mio primo intervento, ora premeva sul fondo della lacuna laterale, ostacolando la circolazione ed infiammando i tessuti.

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Una volta rimosso ciò che era di troppo, il piede aveva ripreso un aspetto decisamente più civile, e Giovanni stabilì che non sarebbero più stati necessari i bendaggi protettivi e che l’unghia aveva bisogno di asciugare e di incallirsi.
Nel corso dei successivi 10 giorni il piede continuò a migliorare e in queste foto del 18 agosto si può vedere come ormai il piede avesse ripreso una discreta consistenza e si stesse gradualmente normalizzando. Il gonfiore si era già leggermente ridotto, glomo e fettone avevano recuperato un aspetto civile e soprattutto Ronda era di nuovo in grado di muoversi con una certa disinvoltura, arrivando addirittura ad accennare qualche tempo di trotto e di galoppo, in paddock.

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Le foto fatte il 26 settembre in occasione del terzo pareggio mostrano un piede ormai ritornato accettabile, seppure ancora lontano dalla normalità. Si può apprezzare un cambio di pendenza della muraglia abbastanza accentuato e una base d’appoggio decisamente più arretrata rispetto alle prime foto, nonostante ci sia ancora ampio margine di miglioramento.

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Si ricominciano ad intravvedere la barra e l’angolo d’inflessione, e a breve anche il tallone esterno arriverà a toccare il terreno e a sostenere la sua parte del peso. Si vedono ben evidenti alcuni versamenti di sangue inglobati nella suola, la cui origine credo sia da ascrivere allo stato infiammatorio generalizzato in cui il piede si è trovato per mesi.

Purtroppo in occasione di questo pareggio ho trovato Ronda con i tendini flessori dell’anteriore destro infiammati. Considerando che quella gamba per due mesi aveva dovuto portare il peso dell’avantreno praticamente da sola, che la cavalla è navicolitica e che a causa della distanza non posso pareggiarla ogni 25 giorni come vorrei, e che quindi le punte tendono a scappare un po’ avanti, credo ci possa stare. Ho cercato di aiutarla il più possibile accorciando e arretrando le punte di entrambi gli anteriori il più possibile, ma per il momento mostra ancora una zoppia abbastanza visibile sul destro. Al momento del pareggio era già in cura da un paio di giorni con antiinfiammatori per via orale, e nel complesso si muoveva abbastanza decentemente, ma sicuramente la situazione è ancora in evoluzione. Aggiornerò il topic man mano per seguire gli sviluppi.

Ronda probabilmente non tornerà ad essere utilizzabile. Forse tra un annetto, con Giovanni proveremo a tornare a valutare lo stato di tendini ed articolazioni per vedere se l’estensione del danno potrà permettere qualche blanda passeggiata. Tuttavia credo che potrà godersi qualche anno tranquillo di una vecchiaia precoce, forse mettere al mondo qualche bel puledro, e soprattutto ricevere l’affetto che merita.

Vengo ora a quelle che secondo me sono le lezioni importanti che mi ha insegnato Ronda e che voglio condividere con tutti voi:
Arrow La prima in assoluto per importanza è che la nevrectomia non è una soluzione. Chi di voi toglierebbe il fusibile alla spia dei freni sulla propria automobile, invece di riparare i freni? Il dolore è un segnale d’allarme, ha una sua funzione ed evita di sovraccaricare un organo danneggiato. Spegnerlo apre un vaso di Pandora di conseguenze negative di cui difficilmente si può vedere il fondo. Se c’è qualcosa che non va bisogna capire cos’è e rimuovere la causa, non il sintomo. I fatti, negli ultimi anni, hanno dimostrato che la navicolite, se presa per tempo, è quasi sempre pienamente curabile ripristinando la salute dello zoccolo ed il movimento corretto mediante un attento programma di gestione naturale dello zoccolo e del cavallo. Non può quindi giustificare un intervento invasivo come una nevrectomia, a mio avviso.
Arrow Sferrare un cavallo nevrectomizzato è qualcosa da fare con grandissima attenzione. Il fatto di non sentire dolore può portare facilmente il cavallo a procurarsi dei traumi seri. Personalmente sono abbastanza convinto che se si fosse provveduto a proteggere i piedi di Ronda in qualche modo alternativo ai ferri (scarpette, resine o simili) per le prime 6-8 settimane tutto ciò non sarebbe accaduto, e che in casi simili sia buona norma prevedere una protezione fin dal momento della sferratura. Se una volta sferrato il piede risulta essere in buone condizioni si può sempre valutare se usarla o meno, ma è bene averla già a disposizione. Sarebbe stato in ogni caso opportuno proteggere il piede a seguito dell’ascesso, cosa che invece non è stata fatta se non quando ormai era tardi.
Arrow Un cavallo denervato, visto da fuori, sembra perfettamente normale. Ha quattro zampe, la coda e si muove più o meno normalmente. Se non si è costantemente consapevoli del fatto che non ha sensibilità a causa della nevrectomia, si può essere portati a pensare che sia perfettamente sano. Come dimostra la storia di Ronda, ciò può essere facilmente un abbaglio che può avere conseguenze gravi. In questi casi bisogna ragionare avendo come riferimento la mancanza di sensibilità. Tutto questo non vuol dire che non si possano sferrare i cavalli nevrectomizzati, anzi. Come si può vedere dalle foto, la forma dei piedi di Ronda sta migliorando, nonostante il disastro che hanno subito. Gli sforzi sul tendine flessore profondo sono sicuramente diminuiti grazie all’arretramento della base d’appoggio, e questo a lungo andare le gioverà sicuramente.
Arrow Alcuni veterinari sostengono che una volta denervato, lo zoccolo non possa più stare scalzo perché non è in grado di regolare la crescita. Nel caso di Ronda la crescita fortunatamente è stata rapidissima. Con questo non voglio dire che la nevrectomia non possa avere effetti negativi anche sulla crescita dello zoccolo, ma almeno in questo caso non sembra aver precluso la possibilità di tenere il cavallo sferrato, con le dovute attenzioni.
Arrow In casi eccezionali come questo le direttive sul pareggio date dalle varie scuole di pareggio naturale vanno a ramengo. Il comportamento del piede cambia, la suola non si esfolia più, la crescita si altera, i riferimenti a cui ci si affida normalmente perdono significatività o possono addirittura trarre in inganno. Al secondo intervento, sotto la supervisione di Giovanni, ho raspato e tagliato via quasi un centimetro di suola da sotto alla punta del piede, che in apparenza era perfettamente buona e compatta, ma che invece era in eccesso. Se l’avessimo lasciata, l’angolo palmare sarebbe diventato negativo, gli sforzi sui tendini e sul nodello sarebbero aumentati considerevolmente e avremmo perso l’allineamento delle falangi. Togliendo quel materiale invece abbiamo potuto spostare il carico sulle regioni più sane del piede e dare modo al tallone di continuare nella sua guarigione, senza bisogno di protezione.
Arrow Quasi sempre in casi del genere viene ordinato il riposo in box. Forse mettendo Ronda in box non si sarebbe ridotta il piede come abbiamo visto, ma probabilmente sarebbero nate altre difficoltà: la crescita sarebbe rallentata e l’anteriore sano sarebbe stato più esposto a problemi, come ad esempio una laminite da sovraccarico, per non parlare dell’aspetto igienico. Ciononostante a tutt’oggi mi chiedo se sarebbe stato meglio impedirle di muoversi o se sia stata giusta la scelta di lasciarla libera al paddock. Purtroppo l’unico modo per avere una risposta certa a questa domanda sarebbe stato provare l’altra strada. Quello che sappiamo è che se pur con grande fatica e impegno, ora Ronda è fuori pericolo di vita, e si potrà cercare con calma di risolvere gli altri problemi di cui soffre.
Arrow Temporeggiare non è stata una buona scelta. Per quel che può valere, sono convinto che se si fosse intervenuti in modo più deciso fin dall’inizio non ci sarebbe stato bisogno di fare scelte drastiche come quella di rimuovere parte della muraglia. Forse si sarebbe potuto anche contenere il danno alle strutture interne, che sicuramente conserveranno dei segni indelebili di quanto è successo.
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Ipparco



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MessaggioInviato: Lun Ott 18, 2010 9:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Stasera purtroppo devo darvi una notizia tristissima.
Per un crudele scherzo del destino, proprio quando sembrava che il peggio fosse superato, la situazione dei tendini dell'anteriore destro, che in questi mesi aveva sostenuto praticamente da solo il peso di Ronda, è rapidamente degenerata, al punto che ieri mattina non era più in grado di alzarsi da sdraiata, se non dopo una massiccia dose di fenilbutazone.
Per questo motivo ieri sera è stato deciso di porre fine alle sofferenze di Ronda.
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Bebah



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MessaggioInviato: Mar Ott 19, 2010 4:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

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barbara



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MessaggioInviato: Gio Ott 21, 2010 9:42 pm    Oggetto: la seconda vita di ronda Rispondi citando

ciao,sono Barbara,la moglie di Piero,ci sono delle persone con un cuore grande,e ci sono persone con un cuore grandissimo questo e' il caso di tutti coloro che si sono presi cura del mio piu' grande amore RONDA,non smettero mai di ringraziarvi per tutta la devozione la cura che avete prestato alla nostra bella cavallona .......si parlo al presente perche'RONDA...E' QUI !! VICINO A NOI TUTTI !!!! Lei lo sa che l'abbiamo amata e le sue sofferenze sono state anche,le nostre..............Purtoppo non e' stato sufficiente perche' se ne andata in silenzio,me la voglio immaginare felice,libera da ogni dolore,contenta come non mai di sgroppare nei pascoli del cielo..........si pensate pure che sia una sciocca......non importa ....me la voglio immaginare cosi'.....nel mio cuore SARA'SEMPRE VIVA E FELICE!!!!!un grossissimo grazie ai veterinari di Modena,a Bea,Giulia ,Euro ed a tutti quelli che ci hanno aiutato ve ne saremo sempre grati!!!!!!!
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barbara



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MessaggioInviato: Gio Ott 21, 2010 10:08 pm    Oggetto: la seconda vita di ronda Rispondi citando

UN PARTICOLARE GRAZIE A LEONARDO DA MODENA CHE HA PUBBLICATO QUESTO BELLISSIMO ARTICOLO SU RONDA..........GRAZIE INFINITE E' BELLISSIMO!!!!!!! E COMMOVENTE,LO FACCIAMO VEDERE A TUTTI.......E OGNI VOLTA CI METTIAMO A PIANGERE COME DUE SCEMI.........GRAZIE DI TUTTO QUANTO ,LEONARDO. BARBARA E PIERO.
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Ipparco



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MessaggioInviato: Ven Ott 29, 2010 2:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non c'è di che, l'ho fatto nella speranza che possa aiutare altre persone e altri cavalli in difficoltà che dovessero trovarsi in situazioni simili.
Mi dispiace di non essere riuscito a fare di più per aiutarla.
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Idea3online



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MessaggioInviato: Sab Dic 29, 2012 11:51 pm    Oggetto: Grazie per l'articolo Rispondi citando

Complimenti a Ipparco, hai fatto quello che dovevi fare meglio dei primi che hanno causato la morte della cavalla. Se ti avessero conosciuto prima o un pareggiatore come te avesse avuto fin dall'inizio il controllo della situazione la cavalla al 100% non sarebbe morta.

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Giobbe 39:19-21

Sei tu che hai dato al cavallo la forza e che hai rivestito il suo collo con una fremente criniera?
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GeG



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MessaggioInviato: Mar Gen 01, 2013 3:36 pm    Oggetto: Re: Grazie per l'articolo Rispondi citando

Idea3online ha scritto:
Complimenti a Ipparco, hai fatto quello che dovevi fare meglio dei primi che hanno causato la morte della cavalla. Se ti avessero conosciuto prima o un pareggiatore come te avesse avuto fin dall'inizio il controllo della situazione la cavalla al 100% non sarebbe morta.

Non so chi cavolo tu sia ma sparare ste cazzate sentenziose che riguardano persone e situazioni che non si conoscono su un forum pubblico è da co***oni. Siamo tutti riconoscenti a Ipparco (e lui lo sa) abbiamo le nostre idee sul [CENSORED] che è stato gestire questo povero cavallo, ma noi siamo qui e conosciamo i fatti. Tu chi cacchio sei??
Gente, sui forum diamoci una calmata con le sentenze!
E poi è buona educazione presentarsi nell'apposita sezione quando si approda ad un forum per la prima volta.

Buon anno e vaff****lo.

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Giulia
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Idea3online



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MessaggioInviato: Mar Gen 01, 2013 11:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma tu sei fusa completamente, il tuo commento mi ha fatto capire quanto è alto il livello di degrado della mente umana, anzi ti dirò, quella povera cavalla è morta, hanno fatto il possibile per curarla, ma ti posso garantire che il tuo cervello per come hai risposto, non può cambiare nemmeno se chiami un maniscalco per raddrizzare il cranio, se avevi nel cranio materia grigia, non avresti risposto in modo così volgare.

Inoltre il mio commento non era un giudizio, ma un segno di profondo rispetto per il lavoro del pareggiatore. Perciò la prossima volta, prima di commentare "lavati le mani con candeggina", avrai più possibilità di essere una donna educata, e come donna dovresti dimostrare eleganza e rispetto, privilegi che non ti appartengono. Ma sei sempre in tempo di poter migliorare.

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Giobbe 39:19-21

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GeG



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MessaggioInviato: Mer Gen 02, 2013 12:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Non sai nemmeno di che cosa parli.
Impara tu a pesare le affermazioni prima di attribuire morti a vanvera e sbilanciarti così nei prognostici del "se"!! Sono stata sgarbata, lo so. Ma quando certe cose le si vivono dal vero e poi si leggono affermazioni del genere dall'ultimo arrivato in un forum saltano i nervi. Non ti chiedo certo scusa per i contenuti, tutt'al più per la forma. Ma tu impara a portar rispetto per le storie altrui perchè non ti sei limitato a fare i complimenti ad Ipparco.. !

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Giulia
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Idea3online



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MessaggioInviato: Mer Gen 02, 2013 12:54 am    Oggetto: Complimenti Rispondi citando

Ti faccio i complimenti perchè sei migliorata tantissimo. Certamente sei una persona umile. Inoltre io lo so, che il mio commento, era una grandissima stima per il pareggiatore. Quando ho letto il lavoro svolto dal pareggiatore sono stato entusiasta che esistano persone che amano così tanto gli animali.

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Giobbe 39:19-21

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rhox
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MessaggioInviato: Ven Gen 04, 2013 12:17 am    Oggetto: Rispondi citando

ALT COI TONI.

geg per favore modera i termini, anche se capisco che siano più che motivati. ho letto il commento di corsa qualche giorno fa e non avuto il tempo per rispondere prima del resto degli interventi.

Idea3online non ho avuto il tempo da dedicarti, ma fino ad ora ho trovato ben pochi tuoi interventi utili alle discussioni visto che mediamente erano tutti topic vecchi e poi hai parlato di aspetti senza sapere se erano già stati considerati. discussioni su angoli di punta, muraglia, piede ecc in 3 righe è la cosa più difficile da fare senza mandare in confusione. forse sarebbe meglio partire da delle domande che da un commento buttato lì.
non hai neanche considerato la possibilità di chiedere come era stato affrontato il pareggio prima e dopo, in che stato era il cavallo prima, ecc..
al di là che ci sia stato un errore o meno (e non siamo noi a doverlo giudicare da qualche foto e qualche resoconto successivo) ci sono modi e modi per condividere una linea di azione o meno. e un pareggiatore che vorrebbe fare un percorso simile a livello professionale dovrebbe sapersi confrontare anche con queste realtà (badando che tu e ipparco avete pensieri differenti, non con il precedente pareggiatore invece).
peraltro, a mio personalissimo parere, non si può dire che sia stato uno o più pareggi a causare la morte o meno di un cavallo. le strutture avevano retto a così tanti stress per tanto tempo che non sono pochi mesi a mio parere a decretare il loro logorio. mi spiace moltissimo per la cavalla, ma penso che sia stato fatto il possibile da tutti per migliorarne la qualità della vita pur sapendo che non ci fossero tutte queste speranze

peraltro se guardi geg è quella con più cavalli scalzi inseriti qua, è quella che più anima il forum con le sue esperienze e le sue foto e che tutto sommato forse forse non è proprio alla sua prima esperienza in merito. anche informarsi sugli utenti con cui si ha a che fare prima di scrivere non è una brutta idea.
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rhox
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Residenza: Piemonte- Torino- Sciolze

MessaggioInviato: Ven Gen 04, 2013 12:25 am    Oggetto: Rispondi citando

geg se hai voglia di far chiudere il topic fammi sapere, baderò a passare più spesso per avere tue notizie o qua o via mail
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sputnik



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MessaggioInviato: Ven Gen 04, 2013 10:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Forum e polemica vanno a nozze.

Idea3online, io ho seguito Ronda per un periodo. Ero il pareggiatore famoso che non ha salvato la cavalla se questo ti fa contento. Non sono stato capace di quello che probabilmente Ipparco avrebbe fatto al 100% come dici.

Capisco Geg nella sua reazione. La conosco bene a questo punto per motivi di pareggio e vedo cosa fa tutti i giorni per questi cavalli. Hai toccato nel vivo una vicenda che l'ha fatta soffrire gia' tanto nel passato. Lei ci teneva tantissimo a Ronda.

Idea3online, penso che la laminite sia un dramma per il cavallo e per tutti quelli intorno che sono coinvolti, in un vortice di sofferenza collettiva. GeG e' andata ben oltre le sue responsabilita', accollandosi una situazione degenerata di un cavallo non suo. Non credo che tu debba sbilanciarti troppo nei giudizi di fatti a cui non hai partecipato.

Di cavalli che muoiono inutilmente tutti i giorni per ogni sorta d'ignoranza ne vedo tanti, ferrati e barefoot.

Tante, tante storie Idea3online, che vanno oltre a GeG, Ipparco o alla mia pochezza nel trattare Ronda.
Quando ci conosceremo e di vedro' fare di meglio ne riparliamo.

bye bye
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GeG



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MessaggioInviato: Sab Gen 05, 2013 12:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao a tutti.

Chiedo scusa al forum per i toni e ringrazio Rhox e Sputnik per il sostegno.
Con Idea3online poi ci siamo scritti privatamente perchè volevo chiarirgli il mio punto di vista e delucidarlo un po' più a fondo sulla complicata storia di Ronda.

Ovviamente rimane valido il messaggio (per ogni storia che è stata o verrà mai pubblicata sul web) che se non la si vive dal vero e a fondo è molto molto difficile poterla capire del tutto. . d'altra parte talvolta risulta difficile anche avendola vissuta direttamente. Su Ronda ci sono ancora tante domande senza risposta. Quindi... comunque sia, faccio un appello a tutti perchè gli utenti si astengano o trattengano dal lanciare giudizi fini a sè stessi specialmente se forti e azzardati come in questo caso, prima di tutto per rispetto.
Le considerazioni fatte da Rhox descrivono bene quale può essere un modo per inserirsi in modo costruttivo in una discussione. Il resto sta al buon senso.

Il topic per quanto mi riguarda non importa chiuderlo Rhox.. spero che si possa continuare in modo più sereno adesso... Grazie.

_________________
Giulia
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