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Storia della ferratura

 
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Inviato: Mer Lug 26, 2017 12:43 pm    Oggetto: Ads

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Alex



Registrato: 21/03/06 16:55
Messaggi: 3212
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MessaggioInviato: Gio Feb 10, 2011 2:25 pm    Oggetto: Storia della ferratura Rispondi citando

Per capire bene potenzialità e limiti del cavallo rispettivamente ferrato e sferrato, è utile ripercorrere la storia della ferratura. Purtroppo c'è un gran "buco", il medievo, proprio il periodo in cui la ferratura è stata inventata e ha iniziato a diffondersi.

Sto trascrivendo pazientemente
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ponderoso volume di 700 pagine, estremamente documentato e approfondito, dove tutti i principali docmenti storici esistenti occidentali, ma non solo, sono esaminati in dettaglio; in pratica, la "fonte" a cui attingono coloro che parlano dell'antico uso del cavallo sferrato, e dela storia degli antichi ferri. Devo dire che è una lettura estremamente interessante, ma... aspettatevi qualche scossone; non tutto quello che pensiamo di sapere è conoscenza oggettiva di fatti e documenti... ci sono alcuni punti che contraddicono qualcosina di quello che sosteniamo, come "movimento barefoot". Siamo pronti all'autocritica? Beninteso, quello che sto leggendo rafforza, e non indebolisce, la mia decisione e la mia scelta di tenere le mie cavalle sferrate, ma sarò molto meno baldanzoso in alcune "certezze"...

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Alex
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blackhorse68



Registrato: 07/10/08 11:42
Messaggi: 65
Residenza: Vicenza

MessaggioInviato: Gio Feb 10, 2011 3:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Purtroppo il link rimanda a una pag. in inglese che dice di non trovare l'argomanto.

Lo leggerò con attenzione, visto che ultimamente stò mettendo in discussione il mio pensiero sul fatto di tenere il cavallo sferrato a tutti i costi.

Quest'estate ho portato Kyra in montagna per il periodo estivo, un disastro, tra terreno fangoso e conseguente sensibilità sulla suola, uscite per lo più su terreni molto sassosi e sconnessi, mi sono ritrovato più volte a dover accorciare le uscite per non vederla "soffrire".
Non parliamo dei commenti degli eventuali compagni di uscita ai quali, qualche giorno prima avevo spiegato che non avevo mai avuto problemi e che i cavalli si possono tenere sferrati (ero l'unico scalzo su 30 cavalli).

Le condizioni metereologiche, il cambio di alimentazione, il terreno molto sassoso e un paddok che pur curato e ricoperto d'erba era costantemente un lagho di fango hanno messo a dura prova zoccoli senza problemi.

Ora, nell'ultimo periodo che ha smesso di piovere e il terreno è tornato compatto i problemi sono diminuiti, ma cosa succede quando ritorno in montagna e ricomincia magari a piovere? La uso poco per non vederla star male? La faccio tenere in box per restare all'asciutto?

Ho ancora qualche tempo per pensarci ma non vorrei ripetere l'esperienza dell'anno scorso.

P.S. Grazie Alex per il tuo lavoro
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Alex



Registrato: 21/03/06 16:55
Messaggi: 3212
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MessaggioInviato: Gio Feb 10, 2011 4:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quello che ho "scoperto" è:

1. anche gli antichi cavalieri avevano problemi con il cavallo sferrato e si ingegnavano di proteggere gli zoccoli come meglio potevano; avevano inoltre cura di mantenere gli zoccoli in buone condizioni, con molti accorgimenti; insomma, il problema c'era anche se i ferri non c'erano ancora;

2. questi problemi non erano "costanti", ma dipendevano dalla qualità degli zoccoli, e dal clima; i cavalli usati in climi asciutti erano senz'altro favoriti, finchè stavano in tale clima, ma potevano avere problemi se si spostavano in climi diversi;

3. per molto, molto tempo c'è stata una discussione sull'epoca della scoperta della ferratura, con enormi (e partigiani, suppongo) sforzi per dimostrare che se i popoli antichi usavano il cavallo come lo usavano, i cavalli non potevano che essere ferrati. Per dimostrarlo, sono state forzate traduzioni e sono stati ipervalutati antichi reperti storici di dubbio valore documentario. L'autore del libro che ho citato :
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(stavolta il link, a me, funziona; mi scuso!) mi pare estremamente serio, documentato e obiettivo, e spazza via questi tentativi di dimostrare l'indimostrabile: effettivamente, l'uso della ferratura (ferro inchiodato allo zoccolo) era completamente sconosciuto ai greci e ai romani, olre che alle altre popolazioni dell'epoca che utilizzavano estesamente il cavallo; la scoperta della ferratura è senz'altro successiva. Esistono testi ippiatrici pre-ferratura, di cui ci è stato detto che non contengono menzione di problemi ai piedi... non è del tutto corretto. L'autore, proprio per sostenere che al tempo i ferri non esistevano, riferisce dell'esistenza di specifiche prescrizioni per i problemi dei piedi sferrati, e invece della completa assenza (oltre che della menzione di ferri) della menzione di prescrizioni di cure per i tipici problemi dei piedi ferrati, quali l'inchiodatura e le lesioni agli arti da calcio di piede ferrato. Un eccellente argomento per sostenere che la ferratura non esisteva, ma un argomento debole per sostenere che, siccome la ferratura non esisteva, i cavalli non avevano problemi ai piedi.... Rolling Eyes

Da questa esagerazione del potere taumaturgico della sferratura, che circola in ambiente barefoot, vari inconvenienti; innanzitutto, tali esagerazioni ci mettono in difficoltà, perchè perdiamo rigore scientifico e autorevolezza; in secondo luogo, perchè non accettiamo serenamente, e senza alcuna remora, la necessità di proteggere il piede dei nostri cavalli ogni qual volta sia necessario; molti lo considerano una "sconfitta". Invece, la soluzione è semplicissima: basta usare le scarpette, ogni qual volta siano necessarie. Wink

Aggiungo una banalità: se tutti i problemi dei piedi derivassero dai ferri, com'è che anche prima della ferratura c'erano cavalli "con buon piede" e cavalli "con piede cattivo"? Chi poteva permetterseli, sceglieva i primi.... per noi, è diverso; raramente un barefooter "sceglie" il cavallo in base alla qualità del piede; più spesso desidera sferrare il proprio cavallo, abbia il piede buono o no; e se è vero che in numerosi casi il piede migliora, questo non significa affatto che un cavallo, nato con piedi "cattivi", magicamente se li ritrovi "buoni" dopo la sferratura. Migliorerà senz'altro, ma entro i suoi propri limiti e non oltre. O si accetta questa idea, o si insegue il mito del cavallo con piedi pessimi che diventa cavallo con piedi eccellenti, i migliori mai visti.... per poi andare incontro a delusioni.

L'unico sistema per non restare delusi, in nessun caso, è quello di accettare, abbandonando i ferri, di abbandonare anche l'idea di avere un cavallo-superman di cui potersi pavoneggiare, accettando invece i suoi limiti proprio come accettiamo, senza troppo sforzo, i limiti fisici o caratteriali di un amico. Ma questo non è da tutti; e quindi, la sferratura non è per tutti.

E sono solo all'inizio.... solo alle prime 100 pagine di un libro che ne contiene 700....

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Alex
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rhox
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MessaggioInviato: Ven Feb 11, 2011 5:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

capita spesso che se ne parli in maneggio coi gestori.

bene o male la questione si può riassumere in alcuni punti:

- il cavallo sferrato può avere dei limiti in transizione e quando gli sono richiesti cambi repentini di ambiente (esempio blackhorse, una gara di endurance, un trekking). in questi casi è necessaria la scarpetta per vivere serenamente tutti quanti oltre che per evitare traumi fisici (che ci sono e non si devono negare o nascondere: capitano come a qualsiasi atleta)

- la scarpetta serve a migliorare le performance del cavallo in un tempo limitato, senza incorrere nel bloccare il piede costantemente come avviene col ferro. detto ciò è una protezione al piede

- il piede assume un notevole grip su un sacco di terreni. non per questo non ci possono essere problemi in caso di casi estremi (agonismo, terreni molto scivolosi, limiti alla forma del piede, ecc) e si può ricorrere all'uso di scarpette con ramponcini (perchè la stessa scarpetta non offre un'aderenza estrema, anzi in alcuni casi la peggiora)

- bisogna porre attenzione alla gestione e ai suoi pro e contro: la vita in paddock è utilissima, ma in inverno con il fango spesso crea microtransizioni poi con il secco. bisogna tenerne conto..
alimentazione e movimento costante e su vari terreni sono fondamentali per ottenere un buon piede, ma se non si richiedono performance esrteme (tipo lavoro solo in campi di sabbia) si può scondere a compromesso (ricordandosi sempre che in primis c'è la salute del cavallo)

però...
dopo 4 anni e 20 cavalli sferrati utilizzati in vario modo e con vari cavalieri..
chi gestisce la scuola (e quindi il maggior numero di cavalli) non tornerebbe indietro perchè i cavalli sono molto più sicuri e affidabili:

° le scivolate sui vari terreni sono molto ridotte, esempio prati, asfalto

° i cavalli sanno dove mettono i piedi per cui si limitano molto inciampate, storte, scivolate, pericolo nelle andature veloci su terreni non proprio perfetti e conseguenti cadute a qualsiasi velocità per perdite di equilibrio

° i cavalli sono in grado di "dire la loro" sull'utilità di fare certe andature su certi terreni o per lo meno autogestire velocità e cadenza lungo il tratto percorso

° si riducono enormente i rischi di traumi per pestoni, calci, botte sugli arti. si eliminano pause forzate per pareggi troppo invasivi, ferri persi, piedi inchiodati

° la spesa viene gestita in modo più efficace: non ci sono cavalli riferrati a km zero, la frequenza varia in base al lavoro e quindi vi è anche un maggior rispetto di appiombi e movimenti personali del cavallo con meno interventi del veterinario, non si rischia di dover far lavorare cavalli fuori appiombo perchè mal ferrati o lunghi perchè non si hanno alternative...
nel caso gli istruttori provvedano direttamente al pareggio non c'è più la spesa del maniscalco e questa fetta consente di comprare scarpette o altro materiale come selle e testiere, spendere di più in integrazioni o cibo (sempre ricordandosi del benessere anche se si spendesse per il pareggio), ridurre il carico di lavoro a cavallo necessario al suo mantenimento

° longevità del cavallo stesso

ad oggi in maneggio da me non tornerebbero più indietro visto che si possono permettere di fare un lavoro su terreni molto più complessi (fango, prati in estate, neve, ghiaccio) con cavalli molto più autonomi nella gestione del percorso: più sicurezza a fronte di alcune limitazioni "psicologiche" in merito a scarpette ed eventuali problemi traumatici
la frase più sentita è: "qualche anno fa ho sferrato pensando che al massimo avrei limitato un po' il mio modo di andare a cavallo. dopo 4 anni penso invece che ero limitata allora"
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Bubba



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Messaggi: 154
Residenza: Vicenza

MessaggioInviato: Lun Ago 01, 2011 2:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

molto interessante! grazie Alex.

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Lara & Bubba
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