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addio a carlo faillace

 
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Inviato: Gio Giu 22, 2017 8:35 pm    Oggetto: Ads

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rhox
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Messaggi: 1769
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MessaggioInviato: Lun Nov 29, 2010 8:34 pm    Oggetto: addio a carlo faillace Rispondi citando

leggo su facebook e riporto anche qua..

Citazione:
Tutto è cominciato diversi anni fa quando, girovagando su internet, mi imbattei per puro caso nell’articolo scritto da Carlo Faillace “La ferratura un male”. Mi ricordo che lessi quell’articolo con cupidigia, perché in qualche modo mi aveva ferito. Io che avevo da diversi anni i cavalli, io che da sempre avevo ferrato i miei cavalli, io che pensavo di aver sempre cercato di fare il massimo per i miei cavalli, mi ritrovavo a leggere delle cose che palesemente mi accusavano di non aver mai capito nulla di cavalli. Quell’articolo mi folgorò, perché era di una logica spaventosa e banale… continuavo a dirmi, ma se è tutto così semplice, come posso non aver mai riflettuto su certe cose? Leggevo e rileggevo per trovare appigli ai quali aggrapparmi e per dirmi: “Laura tu non hai sbagliato in tutti questi anni!” Ma più leggevo e più le motivazioni storiche, fisiche, filosofiche, dinamiche, anatomiche riportate erano così evidenti, che in nessun modo riuscivo a giustificare la mia stupidità. Quasi con rabbia, mandai immediatamente una mail a Carlo in cui gli chiedevo di poterlo andare a trovare per toccare con mano sui suoi cavalli ciò che affermava, lo tempestavo di mille altre domande, ma soprattutto gli facevo la fatidica domanda, anche piuttosto irriverente: “ma tu chi sei, nel mondo dei cavalli per affermare con tanta convinzione ciò?”. Carlo con estrema gentilezza e per nulla offeso dalla mia irriverenza mi rispose con queste parole:

“Cara Laura,la tua lettera mi fa piacere e sono a tua disposizione per discutere su tutti gli argomenti che tocchi.La questione della ferratura come un grave danno che viene fatto al cavallo è stata messa in evidenza anzitutto da una delle colonne della scienza veterinaria che già nel secolo scorso (cioè nell'ottocento, scusa) ha scritto un libro indirizzato ai suoi colleghi veterinari dicendo che la ferratura era un gravissimo errore e causa di gran parte dei mali che i cavalli devono subire.Sarò felice di avere te e il tuo compagno qui in visita e risponderò a tutte le domande. Non sono un veterinario, ma un professore di storia e di lingue e letterature romanze.Prima di arrivare alla conclusione di sferrare i miei cavalli mi sono studiato tutti i libri di mascalcia esistenti in Italia, specie quelli della scuola per maniscalchi di Pinerolo. Sono sempre vissuto nel mondo dei cavalli, ho seguito la migliore educazione equestre possibile in Italia avendo come istruttori Landi, Chiantia e Dapas e sono stato come sottotenente nell'Arma dei Carabinieri sotto il diretto comando di Raimondo D'Inzeo.
Che posso dirti di più? Ho fatto concorsi di salto ostacoli, di dressage e di Completo... con i cavalli senza ferri. e sono sempre stato a contatto con i migliori maniscalchi italiani. Basti menzionare il maresciallo Germano, che non fu affatto contrario alle mie conclusioni di sferrare i cavalli.
Ti racconterò molte cose quando verrai a trovarmi.
Sarò occupato solo durante questa settimana, perché devo andare a Siena per far vedere come si procede al pareggio del piede sferrato ad alcune persone che hanno deciso di tenere i cavalli sferrati. Si tratta, ovviamente, di persone di grado culturale elevato: studenti universitari e avvocati.. L'ignoranza è più dura da combattere perché manca l'elasticità mentale e la capacità di ragionamento. Posso solo anticiparti che dopo i convegni all'università di Vienna e dopo quello dell'la Taft University di Boston, chi è favorevole alla ferratura non ha un solo supporto di carattere scientifico.Te ne parlerò a voce.Un saluto affettuoso.Carlo Faillace”

Non persi tempo, ed in pochi giorni, organizzai la visita a casa sua.. Arrivammo e mi ritrovai in un posto piuttosto sperduto dell’entroterra pesarese, costituito da 16 ettari di pascoli e boschi montani, con una casetta in legno nella quale Carlo viveva.. Rimanemmo lì un intera giornata a parlare e guardare i piedi dei suoi cavalli. Quando arrivai di cavalli nemmeno l’ombra, ma dopo le presentazioni ed i convenevoli, Carlo emise un fischio quasi impercettibile alle nostre orecchie, e dopo pochi istanti il suono di zoccoli al galoppo. Tutti i cavalli arrivarono ed ognuno, come scolaretti diligenti, se ne andò nel suo box. Guardai e riguardai i piedi di quei cavalli. Per la prima volta in vita mia avevo davanti agli occhi dei piedi finalmente sani… Come erano diversi dai piedi ai quali ero abituata io…!!! La decisione fu immediata… non appena sarei arrivata a casa avrei sferrato i miei cavalli.. Era inverno… era freddo… ma rimanemmo tutto il giorno a parlare in mezzo ai suoi cavalli.. Carlo mi raccontò come ancor giovanissimo fosse arrivato alla conclusione che il cavallo ferrato non funzionava. Mi raccontò come da quel giorno non avesse mai smesso di studiare, tradurre, scrivere su tale argomento per cinquant’anni. Mi raccontò delle sue esperienze equestri, ci soffermammo a lungo a parlare della personalità dei due fratelli D’Inzeo, mi raccontò infine della sua profonda delusione rispetto all’avversità che aveva sempre trovato nei suoi confronti da parte del mondo equestre italiano, mi disse della sua intenzione di ritirarsi in Tailandia, perché stanco di essere, per una vita intera, stato considerato un pazzo dai grandi nomi del mondo equestre italiano…
Carlo la tua voce ha avuto una grande eco nel mondo equestre italiano, Carlo i tuoi sforzi e le tue parole sopravviveranno al tuo corpo, Carlo non sei vissuto invano…
Carlo non ti dimenticheremo mai, riposa in pace, ciò che non ti è stato riconosciuto in vita, ti sarà riconosciuto dopo la tua morte, perché il segno che hai lasciato dilagherà a macchia d’olio ed esattamente come una macchia d’olio non potrà essere cancellato!!!

Laura Carmela Morgante
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