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I "fatti" .. quanto pesano sul convincimento

 
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Inviato: Gio Giu 29, 2017 3:52 pm    Oggetto: Ads

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GeG



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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 7:50 pm    Oggetto: I "fatti" .. quanto pesano sul convincimento Rispondi citando

Discutendo con alcuni utenti del forum era emerso questo argomento: ovvero, come i risvolti pratici (i fatti) della gestione scalza siano in grado di convincere gli scettici più delle parole e di tutte le argomentazioni teoriche.

Si parla cioè dei risultati di una corretta gestione scalza, partendo da "banali" miglioramenti della qualità della muraglia (più adesa, più spessa, più resistente..) ai risultati nelle performance (possibilità di fare passeggiate e trekking per quanto mi riguarda, o magari risultati anche in ambito agonistico..).

Il peso dei fatti dipende un po' anche dalle situazioni vissute dalla gente secondo me e dalle problematiche eventuali del cavallo che si è deciso di sferrare. Gestendo il cavallo a "barefoot" avvengono indubbiamente dei cambiamenti che riguardano la forma dei piedi, modificazioni posturali, qualità delle andature.. e che si esprimono nel tempo.. insomma, dei fatti apprezzabili oggettivamente ci sono sempre (sia in positivo che, talvolta, in negativo).
Vanno però saputi anche vedere.
E quel che avevo notato io è che un certo cambiamento avviene anche nel proprietario dal momento che, con una certa motivazione e cognizione di causa, fa il passo di togliere i ferri al suo cavallo e affronta con lui la famosa transizione. Infatti una volta "entrato dentro" al concetto del piede scalzo e vivendo l'esperienza in prima persona un proprietario comincia a rendersi conto di tante cose che prima non vedeva e di conseguenza diventa per lui più spontaneo riconoscere gli aspetti negativi della ferratura e.. magari, riconoscere gli aspetti patologici nei piedi ferrati degli altri cavalli!
Questo ovviamente generalizzando e semplificando, comunque sulla base di quello che ho notato io nei proprietari di cavalli che ho intorno.

Riprendendo il discorso dei "fatti" , mi sembra ovvio che su un cavallo con gravi patologie (tipo laminite, navicolite..) le aspettative debbano inevitabilmente essere ridimensionate alle condizioni di partenza. E in questo contesto sputnik mi faceva notare come certe persone non siano, nonostante tutto, in grado di apprezzare i miglioramenti.. forse proprio a causa di aspettative troppo alte o chissà cos'altro.

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Giulia
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sputnik



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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 8:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il topic e' estremamente interessante perche' puo' aprire un vastissimo campo d'interventi, secondo me...

Il cavallo scalzo in uno sferrato da poco:
Nasce una nuova dimensione del modo di vedere lo zoccolo nella sua complessita' di forme. Che secondo me tutti abbiamo, associato all'osservazione della natura e del suo equilibrio, ma in qualche modo accantonata da scelte storiche o sociali. Nel mio caso il "modello" selvatico del mustang gestisce la cosa in modo un po' dittatoriale e sempre per me medesimo quella e' la sola ed unica strada.
Avendo un modello in testa, comprendendolo a fondo, si intravede la stessa cosa in tutti gli zoccoli che vedo quotidianamente....

Il momento della vita di un cavallo in cui viene sferrato:
Qui la cosa si complica....
Spesso si sferra, come ultima spiaggia. Eta' del cavallo, mancanza di lavoro per problemi fisici o per mancanza di tempo del proprietario, o peggio patologia che incalza in modo devastante e si sferra per trovare un rimedio.
QUi nasce l'ansia cieca, che e' normale, del cavallo in transizione.
Anche su cavalli gia' distrutti in partenza! Con storie passate che chiaramente ci dicono che il cavallo e' oramai zoppo cronico e che sarebbe meglio trovargli degli amici cavalli e lasciarlo in pace. Meglio concentrarsi su una nuova leva e cercare di evitare li stessi errori che hanno causato le sofferenze di quello precedente.
Questa fase, cioe' quella del momento specifico della sferratura, spesso e' vissuta dal proprietario come quasi atemporale....e come diceva GeG giustamente, atemporale nei lati positivi e in quelli negativi!

Ti esempi ne posso elencare un bel po'......

Ciao
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rhox
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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 10:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

secondo me bisogna fare ancora una piccola differenza tra chi sferra convinto di quello che fa e chi sferra dicendo "mal che vada riferro".
al di là della scelta personale del pareggiatore di seguirli entrambi o solo i primi, la differenza di approccio per me è abissale.

perchè con il primo si può discutere sulla difficoltà della transizione, fargli coraggio, insistere e magari forzare un po' la mano sulla gestione.
nel secondo caso è un problema già convincerlo che deve cambiare gestione, poi se il cavallo in transizione ha qualche bubu è sempre più difficile mantenere il cavallo scalzo e sottolineare i miglioramenti del piede.

chi decide in modo conscio, con il cavallo che possibilità o meno, è anche più propenso a studiare ed osservare il piede notando i cambiamenti e approcciando in modo critico poi la ferratura.
chi lo fa per moda o perchè convinto dallo sfinimento di qualche amico resterà più scettico e indeciso nel vedere i cambiamenti..
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GeG



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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 11:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giusto anche questo Rhox.
Ma magari ci sono persone le quali ancora convinte che col cavallo scalzo si possa far "tutto" non lo sono.. però per un motivo o per un altro decidono di sferrare consapevoli dei "contro" che la transizione comporta e disposti ad affrontarli proprio perchè alla base c'è una spinta, una motivazione forte (che non sia appunto la moda o l'insistenza di terzi) .
Se questa c'è.. anche se il proprietario si riserva la possibilità di riferrare (nel caso le cose dovessero "andar male" .. per un motivo o per un altro) le cose secondo me cambiano comunque.. nasce comunque una nuova consapevolezza.

Poi.. se i pareggi son fatti bene e la gestione è adeguata .. arrivano anche risultati. I piedi cambiano.. il pareggiatore magari deve aiutare il proprietario a rendersene conto all'inizio e a "leggere" questi cambiamenti (non sempre belli e costanti nella loro evoluzione). Comunque.. i piedi cambiano, ritrovano un loro equilibrio, il cavallo dopo un periodo variabile torna in grado di svolgere la sua attività, come prima, meglio di prima (o diversamente.. ?) .. e questi saranno i fatti determinanti il convincimento dei più scettici.
E' ovvio che alla base ci dev'essere un buon "lavoro di gruppo" . Buon pareggio, buona alimentazione, buona gestione generale, buon allenamento/condizionamento da parte del proprietario.

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GeG



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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 11:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Poi c'è il discorso di come i "fatti" vengono in un certo modo valutati anche da terze persone. Sicuramente i successi dei cavalli scalzi nella comunità equestre possono avere l'importante ruolo di aumentare l'interesse.. le testimonianze funzionano da "amplificatori".

Sputnik. Nel caso di cavalli con patologie il discorso è più delicato, ci sono molti aspetti in gioco. E forse in quel campo l'approccio barefoot è stato anche un po' troppo mitizzato.
La gente quando finalmente si decide (o rassegna) a sferrare nel tentativo ultimo di salvare il cavallo si aspetta il miracolo. Se non accade è per loro la prova che sferrare non serve a nulla. Magari qualche fatto positivo c'era anche ma non è stato riconosciuto come tale.

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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 11:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

certamente geg. penso che tutto sommato persone che decidono (per il loro primo cavallo) di tenerlo sferrato comunque vada ce ne sono poche..

a mio parere è fondamentale il coinvolgimento del pareggiatore anche per la transizione del proprietario e penso che aiuti moltissimo avere amici e magari qualcuno in maneggio che indichi che si può fare!
un confidente che ti consola e ti racconta le sue esperienze (e non solo delle cose che si sanno già su come è bello il barefoot), che magari ti presta per un giro un cavallo che ha terminato la transizione, che ti da la pacca sulla spalla quando serve sono a mio parere importantissimi!
l'ideale sarebbe un centro barefoot o comunque con una buona esperienza che aiuti i proprietari nel superare gli scogli e assecondi il più possibile il pareggiatore fornendo condizioni migliori di gestione..
purtroppo queste realtà sono ancora piccole e rare, però non bisogna disperare! per ora la rete aiuta molte persone!
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rhox
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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2011 11:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

ricordiamoci però che attualmente lo zoccolo "duro" del barefoot è formato da gente che ha sferrato per disperazione e ha visto il "miracolo" avvenire.
questo fa sì che forniscano dati per aiutare altri cavalli, formino persone molto difficilmente convincibili che il barefoot non è così fondamentale e molto propositive.

è vero che non bisogna aspettarsi miracoli e non additare se qualcosa non funziona..
però ad oggi ho visto molte più persone eccitarsi dei miglioramenti (minimi o enormi in base al caso) ottenuti che quelle incavolate dell'insuccesso.
forse perchè chi è scontento della questione ha provato come ultima spiaggia prima di decidere in peggio per il cavallo e quindi non ha trovato soluzione. chi tutto sommato cerca il meglio per il suo amico gioisce del poco che migliora la vita più che pretendere una soluzione
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GeG



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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2011 12:06 am    Oggetto: Rispondi citando

rhox ha scritto:
forse perchè chi è scontento della questione ha provato come ultima spiaggia prima di decidere in peggio per il cavallo e quindi non ha trovato soluzione. chi tutto sommato cerca il meglio per il suo amico gioisce del poco che migliora la vita più che pretendere una soluzione

Concordo.
Ovviamente rimanendo un po' su concetti generici, i casi personali poi son diversi uno dall'altro.. e ognuno nel suo ha le proprie mancanze, le proprie colpe e/o anche le cose fatte davvero con l'intento di migliorare la qualità della vita del suo cavallo. Certe volte c'è di mezzo l'ignoranza, altre volte la vera e propria stupidità! Altre ancora.. tanta ipocrisia e un menefreghismo di fondo. Certamente con queste persone i fatti non valgono, se non sono clamorosi. Oppure i risultati stentano ad arrivare perchè le persone stesse lavorano contro il successo della riabilitazione.
Ma così il discorso si allarga troppo mi sa..

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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2011 10:15 am    Oggetto: Rispondi citando

I due gruppi che citavi Rhox sono sicuramente molto legati ad un risultato se essi stessi vengono coinvolti da un esempio, che sia un altro cavallo scalzo o un qualcuno che puo' portare la propria esperienza sul campo.

GeG infatti il lavoro di gruppo, tra il pareggiatore ed il proprietario e' fondamentale per avere poi dei risultati e dei fatti concreti. Su questo Jackson punta molto sulla sua filosofia.

Sul discorso patologico pure sono daccordo GeG. Sul barefoot si tende a mitizzare molto, e speculare molto con teorie sulla sua applicazione che sono frutto di un modo errato (secondo me) di vedere la cosa. E' anche vero che spesso la patologia e' anche "nascosta" e se pur non evidente, scaturisce una volta sferrato, in modo deciso sul piede del cavallo o su tutto il suo corpo. Per cui c'e' pure qui una connessione stretta con i fatti tra il prima e il dopo.

La gestione purtroppo, sembra banale ripeterlo, ma e' la chiave di volta. Diciamo che dara' piu' percentuali di successo su un tot cavalli.

Un esempio:
Cavallo che lavora in dressage non in modo agonistico, ma lavorato tutti i giorni con qualche competizione.
Sferrato dietro da poco. Ferrato davanti.
Lo stesso proprietario ha un cavallo che ha avuto una miriade di problemi sin da giovane, sempreda dressage. Sferrato per impossibilita' di un lavoro continuo. Cioe' ogni 3x2 si incricca e poi riparte. Risultato? Nessun pareggiatore lo ha mai seguito e vola su qualsiasi terreno senza scarpette. Poi si incricca di nuovo e lo lasciano al paddock e poi ripartono. Ma i fatti parlano chiaro! Va bene, anzi benissimo, nonostante la patologia ( che sospetto sia stato rovinato in doma in Germania....arrivano a 3 anni gia' fatti e pronti per la vendita! Per forza ogni 10, 7 si rompono)
Il cavallo invece ferrato ancora davanti non viene sferrato perche' il proprietario non ha nessuna intenzione di affrontare la transizione e perdere tempo.
Cosa ne pensate, in relazione al topic?

Ciao
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GeG



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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2011 6:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io sullo speculare con teorie azzardate o metodi errati non mi esprimo e metterei questo discorso da parte per non sdeviare troppissimo dal topic. Magari questa realtà può trarre in inganno le persone, creando delle false aspettative e deludendole clamorosamente ma qui si tratta di un lavoro fatto male.

Facendo riferimento invece a un lavoro "fatto bene", talvolta certi problemi faticano a risolversi comunque e il cavallo rimane nonostante tutto un cavallo .. "rotto" !
A tal proposito io penso sia importante procedere con prudenza sulle aspettative che evochiamo nei proprietari, perchè da una parte la speranza del "miracolo" è quella che più spinge la gente disperata per le condizioni del proprio cavallo a prendere la strada del barefoot.. dall'altra se poi il miracolo non avviene può seguire una amara delusione.. e se addirittura le cose tracollano (magari nemmeno a causa del piede in sè per sè, dell'avere o meno i ferri) si può rischiare che le colpe vengano date proprio al fatto di aver sferrato.
Con questo non vorrei dare da intendere che i pareggiatori debbano evitare le "rogne" (leggasi: cavalli messi male!) per evitare a priori il rischio di sciuparsi la reputazione o di aumentare casi di "insuccesso" al movimento barefoot (anzi) .. però credo che si debba procedere con un sano realismo e una ragionevole prudenza nelle prospettive di recupero date ai proprietari.
Poi i miracoli se devono avvenire avverrano lo stesso e parleranno da soli. Smile

D'altra parte per un cavallo che non riesce a tener su un anteriore per il dolore atroce avvertito al controlaterale sarà già un piccolo miracolo riuscirlo a pareggiare serenamente dopo la sferratura, perchè finalmente torna in grado di caricare il peso sull'arto/piede dolorante! Magari non trotta e non galoppa.. ma un cambiamento è avvenuto. E' cominciando con queste piccole osservazioni che il proprietario deve cominciare a prendere coscienza delle condizioni del suo cavallo.. e di come la situazione evolve mese dopo mese.

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Torno ai cavalli "normali". Ripensavo anche alle tipologie di proprietari distinguendo altre due categorie (estremizzate): quelle che si interessano al pareggio (che sono presenti durante il pareggio, che osservano, che fanno domande, che si preoccupano di come curare il piede..) e quelle che delegano il tutto ai gestori del maneggio Shocked
Le persone appartenenti alla seconda categoria probabilmente avranno una consapevolezza decisamente limitata per quanto riguarda lo stato dei piedi dei loro cavalli. Ma se sono quanto meno dei discreti cavalieri potranno riportare come "fatti" le esperienze equestri che riescono a fare con i loro cavalli barefoot. Penso comunque che in questo caso ne derivi una visione un po' superficiale della cosa e che il successo sia molto condizionato dalla collaborazione del maneggio (che si occupa della gestione) cosa che non necessariamente può essere avvertita in tutto il suo peso dal proprietario. Però.. son fatti anche questi, a dimostrazione che il cavallo scalzo ed efficente .. in qualche modo, esiste! Wink
E la gente vede, si incuriosisce..
Proprio oggi un cliente del maneggio ha riferito di essere tentato di sferrare pure lui ! Magari più perchè lo stan facendo tutti, ma quando ho cominciato io lui affermava che non poteva perchè non aveva intenzione di "fermarsi" il tempo necessario per far adattare il cavallo e che comunque non era convinto che montando tutti i giorni i piedi avrebbero retto. Adesso i fatti sono che su 18 cavalli 11 son sferrati e che tutti continuano a fare quel che facevano da ferrati.
Manca sicuramente tutto l'aspetto più "profondo" e importante del barefoot, la possibilità dello zoccolo di funzionare secondo la sua fisiologia e biomeccanica, il miglioramento anatomico e "qualitativo" che ne derivano.. Ma c'è sempre la speranza che gente così possa imparare a vedere il cambiamento proprio sferrando il proprio cavallo e vedendo i piedi cambiare proprio "tra le loro mani" .


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Sputnik, riferendomi al tuo esempio sul cavallo da dressage ferrato davanti e sul pressapochismo del proprietario .. probabilmente i risultati ottenuti con l'altro cavallo non lo coinvolgono poi così tanto da spingerlo a intraprendere la stessa strada anche con questo..
La transizione .. per lavorare in un campo di sabbia, personalmente non credo che sarebbe così invalidante.
Sicuramente se altri intorno a lui cominciassero a sferrare e montare i loro cavalli scalzi nei rettangoli qualche pensierino in merito lo rifarebbe.
Il cavallo in questione ha dei problemi? I piedi ferrati in che condizioni sono?

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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2011 8:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

sarà, ma anche uno che chiede di sferrare perchè lo fanno tutti può essere un potenziale utente.
ha dalla sua il fatto di aver comunque osservato e tratto le sue conclusioni. magari un domani approfondirà il perchè funziona..

dobbiamo anche contare che l'ignoranza delle persone sul piede in generale e su come funziona il cavallo non aiuta. qua non ci si pone domande prima, decidere di sferrare spesso non viene per motivazioni di cui si è all'oscuro..
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sputnik



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MessaggioInviato: Gio Dic 29, 2011 7:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

GeG il fatto interessante del mio esempio e' secondo me strettamente legato sia al tuo topic che alle tue attente riflessioni ed anche all'ultimo intervento di Rhox.

Nonostante lo stesso proprietario abbia un cavallo scalzo, perfettamente sound e senza averlo cercato in quello stato di cose, si rifiuta di sferrare il suo cavallo principale perche' la transizione, sara' troppo dura! Almeno così dice, riferendosi al fatto che aveva comunque tolto i ferri tempo fa, ma il cavallo sembra che non camminasse neppure sulla sabbia Sad...

(ce ne sono...purtroppo)

Fatto sta anche che un maniscalco tedesco aveva comunque criticato la ferratura dell'Italiano e su un punto in particolare che poi si e' rivelato essenziale nell'andatura del cavallo (ferrato)
Aggiungo che questo cavallo ha molti esempi di cavalli sferrati nello stesso maneggio.

I fatti a questo punto si complicano...e la tua distinzione GeG, tra il proprietario coscenzioso e quello che delega torna in pieno, se poi magari s'innesca anche il fatto del miglioramento elevato di un qualcosa nel cavallo come dice Rhox, allora diventa per me fare la domanda:

Si puo' tranquillamente entrare nel mondo barefoot da soli o sarebbe meglio comunque avere dei "compagni di viaggio" a cui rapportarsi con dei fatti appunto?

Ciao

ps_sulla patologia avrei molto ancora da dire....
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MessaggioInviato: Gio Dic 29, 2011 8:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

a mio parere da soli non si va molto avanti se si sta in un maneggio o in un giro di amici contro.. a casa da soli magari è più facile perchè non vieni additato ad ogni passo..

che poi accompagnati può voler dire anche solo usare il web (come al maggior parte delle persone)
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GeG



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MessaggioInviato: Gio Dic 29, 2011 8:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sì anche secondo me il web aiuta moltissimo. Finchè uno non è davvero sicuro di star facendo la cosa giusta, magari vede il cavallo sofferente o comunque in difficoltà e un sacco di persone tutt'attorno gli dicono che sta sbagliando, è difficile.. molto! Si ha bisogno di conferme, si deve poter confidare che il cavallo poi starà meglio ma un conto è leggerlo sui libri o sugli articoli (anche via web) un conto è poter ricevere le testimonianze dirette delle persone che ci sono già passate, poterle consultare.. ricevere pareri e consigli sul proprio cavallo, sentirsi in qualche modo affiancati da altri. In questo anche il ruolo del pareggiatore è importante ma soprattutto all'inizio può non bastare.

Di fondo comunque sia .. la volontà di migliorare le cose ci dev'essere. Se uno nonostante tutto se ne frega o non vuole affrontare il problema perchè gli è più comodo comportarsi come se non esista (come mi sembra il caso di questo tizio) c'è poco da fare mi sa. E poi chissà.. forse che l'altro cavallo sferrato vada bene e questo (a quanto pare provato anche senza ferri) no.. per lui sarà un caso. Siccome l'altro va bene così sarà uno di "quei cavalli che possono stare scalzi" l'altro no. A tal proposito sull'altro forum so di una utente che tiene un cavallo sferrato affermando che il barefoot ha migliorato molto le condizioni generali del soggetto (che è affetto da non ricordo quale patologia, mi pare alle anche?) mentre l'altro cavallo lo tiene ferrato. Non entro nel dettaglio perchè non so più di questo.. però è per sottolineare che effettivamente ci son persone che credono che per alcuni cavalli o alcuni casi il barefoot sia una buona soluzione e per altri cavalli no .. o comunque non sia "necessario" , non così rilevante.
Forse, come se in cavalli con particolari problemi tenendoli scalzi si riesca a migliorarne la condizione per qualche strano e ignoto motivo mentre per quelli sani sferrare significhi complicarsi la vita. Della seria "se il cavallo è in forma e sta bene con i suoi ferri perchè levarglieli?" Oppure un'altro modo di vedere la cosa potrebbe essere: la normalità è quella di tenere il cavallo ferrato ma se si ha il cavallo adatto si può avere il privilegio di tenerlo scalzo. Rolling Eyes
Sicuramente qui regna l'ignoranza (nel senso genuino del termine) la gente secondo me non si rende davvero conto di come stanno le cose, forse ha letto e ha raccolto qualche concetto ma poi si ferma lì. E poi.. non tralasciamo che addentrarcisi significa in qualche modo complicarsi la vita (almeno inizialmente).
Questo signore, Sputnik, non ha nessuna intenzione di complicarsi la vita probabilmente. Vuole gareggiare, il cavallo gli va bene così com'è. Fine..
I risultati ottenuti con l'altro cavallo riguardano solo l'altro cavallo, perchè evidentemente gli obiettivi che lui vuol perseguire con i due soggetti sono differenti. E tra gli obiettivi, la priorità non ce l'hanno il benessere e la salvaguardia della salute del cavallo... non di certo per come la intendiamo noi.

sputnik ha scritto:
Fatto sta anche che un maniscalco tedesco aveva comunque criticato la ferratura dell'Italiano e su un punto in particolare che poi si e' rivelato essenziale nell'andatura del cavallo (ferrato)

Potresti rispiegarmi questa frase? non ho capito cosa volevi dire..

sputnik ha scritto:
ps_sulla patologia avrei molto ancora da dire....

Prego, scrivi pure Wink

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MessaggioInviato: Gio Dic 29, 2011 11:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

secondo me c'è qualche aspetto di insicurezza dietro il non sferrare.
- se sferri e il cavallo migliora è segno che prima ti sei sbagliato, che hai ignorato qualcosa
- se sferri e il cavallo è sensibile tutti ti deridono
- se sferri e ti va male devi "perder" tempo per aspettare la transizione, in campo agonistico può dire tanto
- la transizione è una brutta bestia, tutti si aspettano il cavallo immobile che piange dolore. e anche quando cerchi di spiegare che nella maggior parte delle volte non è così ti dicono: si, ma il mio cavallo ha già male ai piedi così, me lo dice sempre il maniscalco
- se sferri e ti va male una gara vedi che è perchè è senza ferri..

quanto si potrebbe allungare la lista?

personalmente non ho nulla contro gli agonisti o meno che non sferrano quando glielo proponi. basta che siano sinceri e ammettano che è egoismo del non perdersi 1 ora di equitazione, di non doversi assumere responsabilità, di non essere diversi..
mi stanno molto sui cocones quelli che ti dicono che non sferrano perchè sai, in quella disciplina senza ferri non si può concludere le gare o perchè il loro cavallo non è tra quelli che possono stare senza (il loro maniscalco è pro barefoot, ma sicuramente il mio cavallo senza ferri non può stare)..
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