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Approfondire il pareggio: terreni e slargamenti
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Pareggio, transizione, riabilitazione
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Inviato: Dom Nov 19, 2017 2:06 am    Oggetto: Ads

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rhox
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MessaggioInviato: Mar Feb 08, 2011 8:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

non rifilerei troppo barre e talloni se avete fango. in realtà costituiscono ottimi ramponi e dato il suolo molle la pressione sui tessuti interni è minima rispetto al beneficio di stare in piedi con sicurezza
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GeG



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MessaggioInviato: Mar Feb 08, 2011 8:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Qui a dir la verità il terreno sta asciugando (almeno per ora). C'è molto fango in alcune zone del paddock ma il resto è asciutto, anche se in effetti si tratta di un terreno morbido, piuttosto sabbioso. Vedo un po', ma non mi sembra ci siano più le condizioni che necessitino di particolari strutture di grippaggio Wink
Comunque grazie per l'osservazione Rhox.
Vi terrò aggiornati.

_________________
Giulia
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sputnik



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MessaggioInviato: Sab Feb 12, 2011 4:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao GeG. Sono dei bei piedi, un po' alterati da una condizione non naturale certamente. E' appena stato sferrato, per cui cambiera' molto credo, no? Se non la pareggia un professionista, chi e' che ha fatto il pareggio? Se magari Ipparco puo' aggiungere qualcosa su questo cambio d'angolo? Mi incuriosisce. Sul fatto del grip, invece mi viene da pensare, che i piedi vadano pareggiati secondo i terreni o le condizioni climatiche? E' questa la tua ipotesi Rhox?
Ipparco quale e' secondo te la ragione che ti spingerebbe a portare le punte un po' piu' indietro? Un fatto meccanico? Quanto pensi possa incidere sul cavallo? Portare indietro non potrebbe essere anche dannoso a volte?
Non sono esperto in alimentazione, ma sicuramente un eccesso di erba medica, da come si vede in scheda, complichera' il tutto. Cosa ne pensate?
Ciao
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Ipparco



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MessaggioInviato: Dom Feb 13, 2011 11:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

La mia ipotesi sulla rotazione si basa su alcuni indizi: corona (e cartilagini alari) troppo orizzontale e soprattutto forma della pianta e posizione dell'apice del fettone.
Secondo me le punte sono tirate avanti rispetto la loro posizione ottimale di un buon centimetro, se non qualcosina di più, e questo dovrebbe comportare almeno 4° di differenza tra muraglia attuale e ricrescita, supponendo una lunghezza della punta di circa 15 cm.
Per quanto riguarda il pareggio, le barre sono da accorciare perchè stanno già tentando di farlo da sole (stanno facendo le "cozze" vicino alla punta del fettone) e quindi si tratterebbe solo di accelerare un po' un processo che lo zoccolo sta già tentando di fare da solo, mentre l'arretramento delle punte è una diretta conseguenza di quanto detto sopra sulla rotazione: se si vuole agevolare la ricrescita di una muraglia ben connessa, occorre eliminare il braccio di leva dovuto alla punta tirata in avanti, altrimenti si ciurla nel manico e si allunga inutilmente la transizione.

L'alimentazione di sola medica può comportare problemi di vario tipo, in particolare rischi di sbilanciare il rapporto Ca/P verso il calcio.. Inoltre troppe proteine di bassa qualità rischiano di affaticare inutilmente i reni per eliminare gli eccessi..
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sputnik



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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 12:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Ipparco.
Quando parli di corona troppo orizzontale, rispetto a cosa ti riferisci?
Non capisco la relazione con l'apice del fettone. Dove dovrebbe essere un'apice di un fettone di un piede diciamo abbastanza sano?
4°sono una misura molto precisa. Su quali dati hai sviluppato questa ipotesi di cambiamento? Sappiamo i gradi del piede attualmente? magari non sono riuscito a notarlo sul post originale.
Se ho capito bene, arretrando la punta, oltre la water line, solleciteresti una muraglia piu' coesa. Il successo di questa coesione per cui e' il frutto di una sollecitazione meccanica? Secondo te, noi esseri umani, possiamo fare cio' con il solo pareggio? Ci potrebbe essere una coincidenza tra coesione e non coesione di muraglia, in rapporto ad una dieta sbagliata, fatta di una quantita' eccessiva di erba medica?
Ti assillo solo perche' cerco di capire.
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Ipparco



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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 1:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao,
provo a risponderti rapidamente:
-la corona dovrebbe formare col terreno un agolo di circa 30°, e scendere in linea più o meno retta.
Qui, ad occhio direi che la corona sia tra i 5 e i 10° troppo parallela al terreno. Inoltre la posizione delle cartilagini alari mi fa pensare che il triangolare sia leggermente ruotato, e l'angolo formato tra corona e profilo della punta mi sembra troppo aperto. Sono valutazioni visive, quindi approssimative, e andrebbero verificate sul cavallo per averne la certezza.
-apice del fettone: la forma dei piedi è troppo ovale, sia per la contrazione dei talloni che per lo stiramento in avanti della punta. La distanza tra apice del fettone e bordo esterno del piede mi pare eccessiva in relazione alle altre dimensioni del piede, in particolare rispetto alla larghezza massima.
- i quattro gradi nascono da un semplice calcolo trigonometrico: arcseno(1/15 cm) = 3,8°. Chiaramente le misure sono stimate ad occhio. A questo banale calcolo si aggiunge l'esperienza diretta: di solito una volta sferrato, le muraglie hanno cambi di pendenza di quest'ordine di grandezza, su piedi che non mostrano evidenti segni di stiramento laminare come questo.
- arretramento delle punte: ho suggerito di fare un roll più accentuato per eliminare i bracci di leva sulla muraglia, che è indispensabile per garantire una ricrescita corretta, a prescindere che ci siano o meno altri problemi che predispongano allo stiramento laminare. E' il modo più veloce per arrivare ad avere muraglie dritte e forti. Visto che ritengo ci sia uno stiramento laminare generalizzato su tutta la punta, è logica conseguenza che ritenga opportuno arretrare il più possibile le punte.
Non appena ci sarà qualche centimetro di ricrescita su cui basarsi, si valuterà anche se e quanto lavorare il piede dall'esterno.
Non per niente, praticamente tutte le volte che ho cominciato a seguire dei cavalli seguiti precedentemente da altri pareggiatori, la muraglia ha avuto visibili cambi di pendenza.
-la dieta influisce sicuramente sullo stato di salute dello zoccolo, e un'alimentazione fatta di sola erba medica è destinata a dare problemi, presto o tardi. Il solo pareggio NON può certo supplire alle carenze/eccessi dovuti all'alimentazione sbagliata, ma questo non toglie che il pareggio corretto permette di ridurre al minimo possibile gli effetti negativi per quanto riguarda lo zoccolo.
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rhox
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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 2:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

sputnik ha scritto:
Sul fatto del grip, invece mi viene da pensare, che i piedi vadano pareggiati secondo i terreni o le condizioni climatiche? E' questa la tua ipotesi Rhox?


non ho affermato di dover pareggiare i piedi in base a terreni o clima, ma semplicemente che in certe condizioni climatiche sfavorevoli si possa effettuare un pareggio leggermente differente favorendo alcuni aspetti come il grip.
non vuol dire lasciare andare i talloni e le barre per la loro strada, ma offrire una leggera opportunità di adattarsi al meglio.
tra l'altro (come capita anche in questo caso da quel che si legge) in caso di terreni molto bagnati nel momento in cui uno pareggia correttamente spesso in breve tempo l'angolo di inflessione si svuota in autonomia: un mini tentativo del piede di adattarsi al terreno o solo suola che prima era già morta pur mostrandosi compatta e "viva" durante il pareggio?
per esperienza fatta sui terreni di queste zone, ovvero argilla che in questi ultimi inverni si bagna a novembre e si asciuga a aprile-maggio, con il fango tutte le barre tendono a crescere di più e gli angoli di inflessione a svuotarsi (affermazione generale su cui mi sono confrontata anche con altre persone in zone diverse, gandini compreso).
ho anche visto dei cavalli farsi dei gran bei ruzzoloni perchè è stato fatto uno splendido roll che nelle curve in pendenza faceva scivolare gli anteriori in ogni direzione.
io se dovessi stare dietro ai talloni delle mie cavalle in questo periodo dovrei pareggiare ogni 7-10 giorni. ha senso contando che la muraglia una volta raggiunta una lunghezza di 2-3 mm sopra la suola non varia nel lungo periodo, nonostante il lavoro su asfalto e adesso sulle strade bianche dove i piedi non mostrano disagio e nessuna traccia di consumo?
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sputnik



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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 5:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Spero innazitutto di non sembrare indiscreto o ficcanaso. Cerco solo di capire meglio la discussione in questione, partendo dai vostri punti di vista. Lo volevo precisare, perche' poi si tende a battere e controbattere su aspetti che invece dovrebbero unirci nella missione che ci accomuna.
Non riporto nelle risposte interventi o citazioni, perche' mi piace piu' discorrere libero senza troppi vincoli. Spesso mi vedrete non riportarle per questo motivo. Credo che un forum dovrebbe essere uno scambio di idee e non un campo di battaglia.
Ipparco, e' stato importante sottolineare questi aspetti. Forse sbaglio. Spesso via web, le foto sono poco indicative della vera fattezza dei piedi. Si possono interpretare le cose, ma non vedendoli o toccandoli e' sempre un rischio avere delle certezze. Che ne pensi?
Questo angolo di 30° della corona, dove e' stato studiato il parametro e da chi? Cioe' mi incuriosisce la fonte, oltre naturalmente la tua interpretazione.
La ricrescita corretta allora e' un fattore dipendente da questo roll arretrato, ma arretrato quanto? Fino a dove?
Il discorso del cambiamento d'angolo su i cavalli che hai in cura, da cosa e' determinato?
Questi effetti negativi di erba medica o altro, chi piu' ne ha piu' ne metta, possono essere ridimensionati dall'intervento del pareggio stesso? Cioe' uno neutralizza l'altro?
Ciao
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sputnik



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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 5:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Rhox, non cerco, come ho puntualizzato ad Ipparco, di sembrare polemico. Ma di discorrere su questi punti, per me molto interessanti:
_angoli di ricrescita, forme ideali o vere dei piedi, tecniche di pareggio, o anche come hai scritto, una sorta di adattamento di questo angolo d'inflessione al terreno fangoso.
Anche sul fatto del roll o del mustang roll, (che se non erro e' un termine coniato originalmente e specificamente da uno dei professionisti del settore barefoot) dove sostieni che i cavalli possono anche scivolare per una mancanza di grip, (dovuto dallo stesso roll?). Per favore correggimi se interpreto male.
Io credo che forse i terreni, su cui spesso facciamo vivere i nostri cavalli, sono talmente fangosi che scivola anche un 4x4. Ho visto scivolare cavalli con ferri, ramponi, scalzi e con scarpette. E' molto complesso, sempre secondo me, dare una valutazione complessiva su un piede che vive nel fango e dei suoi tentativi di adattamento. Su "adattamento" possiamo aprire un MEGA topic? Così ci tiriamo le bombaazzee a tutta randa tra di noi. Wink
Il piede di quel spagnolo e' difficile da giudicare via foto, per me. Dal canto mio, della mia piccola esperienza, mi sembra un bel piede. In uno stato innaturale dovuto ad anni di ferratura, con grandi potenzialita', pareggiato su linee secondo me non del tutto naturali (altro termine iper abusato di cui non ne posso piu' aiutatemi vi prego!!!), ma soprattutto con questa erba medica, a cui tanto il mondo equestre si e' affezionata, che porta problemi e sempre li portera' in quel piede fino a quando non verra' elimintata quasi del tutto.
Ciao
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Ipparco



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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 10:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

I 30° della corona rispetto al terreno sono stati osservati sui mustang in Nevada da Jackson ed altri. Alcune scuole li prendono come riferimento assoluto (Strasser, ad esempio), altre li vedono come un indicatore tra tanti (e personalmente mi ritrovo più in questo approccio).
Come ti ho già spiegato, le mie deduzioni si basano su molti parametri, ma in ultima analisi sono fondati sull'aspetto generale del piede.
Certezze assolute non se ne possono avere mai, in questo campo, ma con l'esperienza si impara a riconoscere certe situazioni, individuare i problemi ed il modo migliore di risolverli.
Il cambiamento di pendenza della muraglia si basa sempre sull'eliminazione dei bracci di leva che allontanano la muraglia dal triangolare. Questo vale sia per cavalli in condizioni di gestione ottimali che per quelli dove questo non è. In questo specifico caso IO porterei il roll fino al margine della suola almeno per i primi due pareggi, per poi rivalutare il da farsi una volta che ci saranno i primi 2-3 cm di ricrescita.
Quando le condizioni di gestione non sono quelle ideali, un pareggio corretto può LIMITARE I DANNI, che è cosa ben diversa dal neutralizzare gli effetti.
Comunque, su questi argomenti ho già scritto estensivamente su questo forum, dove credo potrai toglierti un po' di dubbi sul mio approccio a questo genere di problemi e farti un'idea del mio modo di lavorare e dei casi che ho seguito/sto seguendo:
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Ciao
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sputnik



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MessaggioInviato: Lun Feb 14, 2011 11:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per la pazienza!
Si, in tutti gl'effetti, i due pionieri del barefoot, Jaime Jackson e la Dott.sa Strasser, sono separati da una non condivisone su molti aspetti. Quello prinicpale e' il modello di riferimento. Per JJ (Jaime Jackson) il modello e' uno, per HD (Hiltrud Strasser) un'altro. Da qui poi nascono tante scuole e filosofie di pensiero, nel bene e nel male, che trasferiscono nel pareggio tecniche differenti.
In riguardo a JJ ti riferisci ai dati nel The Natural Horse, il suo primo libro in merito? E' lì che hai visto i dati? Una gran bella pubblicazione anche se complessa nei suoi fondamenti! Pero' non riesco ha trovare esattamente dove parla dell'angolo della corona.
Ho dato un'occhiata su i diversi topic su cui sei intervenuto. Certo che quel poveraccio con i ferri, lo hai salvato proprio. Credo che a quei livelli di incuria, solo l'ignoranza trova spazio. Ferro o non ferro. Non credo alimentata da cattiveria. Gia' dopo il pareggio, aveva tutta una vita nuova.
Ciao
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Ipparco



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MessaggioInviato: Mar Feb 15, 2011 10:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Jackson non parla esplicitamente di angoli della corona, nella HOG si limita a dire che deve scendere più o meno dritta verso il terreno ad eccezione degli ultimi cm dove può fare una leggera curva verso il basso.
Mette anzi in luce che in natura si osserva una certa variabilità.
In "The Natural Horse" sinceramente non mi ricordo se tratti o meno l'argomento.
Tuttavia, le sue osservazioni sugli angoli della muraglia (centrati intorno ai 60°) ed il fatto che muraglia e corona su un piede sano tendono a formare un angolo retto, ci riportano comunque ad un valore intorno ai 30° per la pendenza della corona nella grande maggioranza dei casi. E infatti, se osservi (e misuri) i campioni di zoccoli selvatici nei suoi libri, ritrovi grossomodo sempre pendenze che si aggirano intorno ai 30°.
Come ti dicevo prima, questo comunque è solo un indizio, uno dei tanti parametri in base a cui valutare e pareggiare un piede. Personalmente quando pareggio non faccio mai ricorso a goniometri o simili, proprio perchè ogni piede ha le sue peculiarità. Tuttavia avere in mente dei parametri di riferimento può essere utile, soprattutto quando si affronta un dato piede per la prima volta e non se ne conoscono ancora con esattezza le problematiche. Chiaro che bisogna sempre saper adattare questi parametri alla situazione specifica e non fissarsi su valori predeterminati, come purtroppo alcuni fanno. Col tempo poi si acquisisce la capacità di individuare "intuitivamente" i problemi, senza dover ricorrere a misurazioni ma basandosi sui vari segnali presenti sul piede stesso.

L'ignoranza purtroppo è un male diffuso nel mondo del cavallo, in Italia molto più che in altri paesi. Vedo comunque piccole "oasi felici" in giro che si stanno pian piano allargando. Ci vorranno probabilmente decenni perchè questo porti ad una nuova generazione di cavalieri, ma forse il primo passo è stato fatto.
Ciao
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sputnik



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MessaggioInviato: Mar Feb 15, 2011 7:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sono in piena linea con te: un piccolo passo e' stato fatto.
Questa ignoranza, data forse dal fatto che chiunque senza nessuna preparazione, si possa avvicinare al mondo dei cavalli, suggerendo anche a se stesso vari modi per risolvere i problemi o ancor peggio se ne autoconvince su suggerimenti arrivati dal sentito dire qui e la'.
Ma ora mi sto innoltrando in un argomento che va fuori topic....

Storicamente parlando, il Natural Horse di JJ, sono gli studi fatti nella sua prima e fondamentale esperienza duranta diversi anni, nel profondo west. Osservazione continua, fatta non in tre giorni, ma mesi e mesi, con poi l'aiuto del BLM e dei dati rilevati sui mustang stessi, ha creato i famosi parametri sugli angoli di ricrescita, la lunghezza di punta, i diametri del piede,(i diametri della corona invece sembra che finalmente li vedremo nel suo nuovo libro), le osservazioni sulla forma del piede (in contrasto con il domestico), le zone attive e passive del piede stesso, la sua incredibile funzionalita', bellezza e forza. Purtroppo non e' stato ancora studiato (quando dico studio, cioe' ricerca vera) esattamente l'alimentazione del cavallo selvaggio in quell'area di mondo, dove tanto bene si e' acclimatato in soli 400 anni.

Certo, l'esperienza ti guida nel pareggio anche senza gradi o misure. E' vero anche che e' molto interessante poi riscontrare le intuizioni su dei dati, nel tempo, per poterli confrontare, per esempio con il mustang.

Credo anche che molti dei miti sul barefoot, siano nati da errate interpretazioni degli stessi studi menzionati sopra. Un po' anche chi li ha creati, si e' messo a parlarne dando per scontato quel famoso ambiente equestre di cui parlavi prima. Da cosa nasce cosa e la fonte viene distorta. Una su tutte la concavita' come soggetto-ossessione dei barefooters.

In riguardo all'Italia e' vero che siamo un tantino indietro come coscienza dell'animale sotto la nostra cura. Ma non credere che non siano meglio, in America. ne combinano di cotte e di crude. Guarda le battaglie che vengono fatte contro il Tennessee Walking Horse. Hai visto come li ferrano e addestrano? Un incubo.
Forse direi che hanno piu' armi per fermare un abuso o un maltrattamento? (se si impegnano a fondo)
Che ne pensi?
Ciao
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Ipparco



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MessaggioInviato: Mer Feb 16, 2011 11:06 am    Oggetto: Rispondi citando

La cosa triste è che l'Italia aveva una grande tradizione equestre, sia per quanto riguarda la monta e l'addestramento che nella mascalcia, ma questo bagaglio culturale è andato smarrito da qualche parte lungo la strada.
Certo, rimangono delle eccellenze, ma sembrano per gran parte destinate al tramonto. L'aspetto positivo è che come dicevo prima, sembra stia nascendo una nuova generazione di cavalieri, capaci di svincolarsi da luoghi comuni e cattive abitudini. Sono ancora una ristretta minoranza, ma se dovessero riuscire a fare breccia con dei risultati sportivi interessanti, il mondo dell'equitazione dovrà prenderne atto. E' quello che sta succedendo in America in alcune discipline (l'endurance, ad esempio). Ci vorrà tempo, ma sono convinto che possa funzionare.

In America hanno un solo grande vantaggio, rispetto a qua: hanno un approccio scientifico ai problemi. Se una tecnica funziona viene usata e sviluppata, altrimenti viene scartata a favore di una che funziona meglio. Qua da noi invece siamo impastoiati dalla "tradizione", da un attaccamento irrazionale ad abitudini che sotto un'analisi accurata non hanno giustificazione d'essere.
Peraltro negli anni ho capito una cosa: in certe condizioni di gestione, la ferratura è il male minore, anche per il cavallo. Non perchè non ci sarebbero soluzioni migliori, ma perchè in quel dato contesto queste non verrebbero applicate correttamente e finirebbero per fare solo più danni.
Meglio allora una ferratura fatta da un professionista competente (e qui di solito casca l'asino..).

Quanto agli studi di Jackson, sono una miniera di informazioni interessanti, ma voglio metterti in guardia dal prenderli come riferimenti assoluti. Quei parametri ci dicono soprattutto una cosa: che i piedi dei nostri cavalli sono, e saranno (almeno fino a quando non riuscissimo a farli vivere esattamente come i mustang) diversi dal modello naturale. Questo perchè ciò che forgia lo zoccolo sono proprio le condizioni di vita del cavallo, includendo in ciò ogni aspetto, dall'alimentazione ai terreni, alla socialità ecc.. Riprodurre le stesse condizioni in cattività è praticamente impossibile, a meno di disporre di spazi sconfinati e/o ingenti risorse economiche.
Non ci si deve quindi fissare sui parametri in senso assoluto, perchè possono trarre in inganno. Una lunghezza della punta o un tallone corti come quelli misurati da Jackson, per la maggior parte dei cavalli domestici vorrebbero dire sensibilità e possibili traumi al vivo del piede.
Quello che invece dovrebbe essere scritto sui muri di ogni scuderia, sono alcune caratteristiche generali che deve avere lo zoccolo: muraglie dritte dalla corona a terra, talloni corti (a livello con la suola viva, ma non più corti), fettone sano, largo e sostenuto da un cuscinetto plantare ben sviluppato, glomi larghi e pieni, muraglia di spessore uniforme su tutto il perimetro e che sporge dalla suola non più di 2-3 mm, curvatura uniforme della suola dal centro al bordo ecc.
Se questi criteri sono rispettati, anche se lo zoccolo fosse lungo 3 cm più dei valori medi rilevati da Jackson, andrebbe bene lo stesso, perchè sarebbe quello di cui il cavallo ha bisogno in quel momento. Col tempo, date le giuste condizioni, potrebbe avvicinarsi di più al modello selvatico, ma non deve assolutamente esservi forzato..
Importantssimo è che il processo di trasformazione del piede sia graduale e che rispetti in ogni momento il comfort del cavallo. Un fattore determinante di qualunque transizione/riabilitazione è il movimento spontaneo, e se il pareggio crea sensibilità o dolore, questo elemento importantissimo si perde. Quindi, se si deve scegliere tra rendere sensibile il cavallo, o non rispettare uno o più parametri tra quelli indicati sopra e restare lontani da quelli individuati da Jackson, è sempre meglio scegliere la seconda opzione.
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rhox
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MessaggioInviato: Mer Feb 16, 2011 10:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

sputnik ha scritto:
Ciao Rhox, non cerco, come ho puntualizzato ad Ipparco, di sembrare polemico. Ma di discorrere su questi punti, per me molto interessanti:


non ho mai visto spunti polemici ai tuoi interventi.
se avessi paura di polemiche sterili mi basterebbe non autorizzare l'utente se non dietro presentazione completa con tanto di promessa firmata di seguire solo il branco! Wink Laughing
scherzi a parte, se le polemiche hanno un senso e un contesto ben vengano.
l'unica cosa che ti chiedo, a favore di una maggiore leggibilità, è di citare pezzi di interventi altrui se ti riferisci esplicitamente a ciò. in questo modo un utente che stia leggendo la discussione non deve saltellare tra interventi vari e magari pagine differenti.
non vuol dire citare ogni frase, ma se ti interessa parlare di un concetto in particolare aiuta moltissimo la leggibilità del discorso.


la questione che hai sollevato direi che è complessa e merita una discussione apposita, che sia nuova o la trasformazione di questa. però è un argomento da affrontare con calma e con interventi ponderati che magari possono protrarsi nel tempo.

rispondo velocemente ad alcuni tuoi punti in attesa di sviluppare il resto del discorso (aver tempo di farlo a casa è un'impresa Embarassed )..

riguardo ai terreni fangosi, purtroppo in italia è molto difficile trovare appezzamenti sufficientemente grandi e vari da consentire ai cavalli terreni asciutti o comunque zone non troppo rovinate in inverno.
e non sempre si possono fare lavori in grande stile per migliorare le condizioni in cui si trovano (drenaggi, capannine con fondi in cemento o simili, ecc)
però ti posso dire che vedo quotidianamente un po' di cavalli alle prese col fango in inverno.
in questi casi il roll (il termine mustang che lo precede è stato coniato da jackson, ma moltissime altre scuole lo chiamano roll comunque o prendono a prestito il termine visto che per fortuna non è ancora brevettato Wink ) cambia parecchio la situazione per certi cavalli.
in particolare le due vecchiette (ahimè, solo più una, biche ci ha lasciati 1 mese fa) che ho sotto gli occhi sono capacissime di gestirsi a tutte le andature su qualsiasi stato di fangosità. i loro piedi non presentano grandi roll, giusto una smussata agli angoli vivi.
è capitato in 3 annate differenti di dover intervenire sui piedi e una volta terminato il "pareggio" (fanno praticamente tutto da sole, ma con il fango non sempre di rompe tutto in moro regolare) viene naturale arrotondare i segni con un minimo roll.
lasciate andare in tutti i casi hanno presentato problemi di equilibrio.
sicuramente una componente deriva dal cambio del piede, ma se solo un piede ha bisogno di intervento e nel frattempo si ritocca il suo laterale e l'equilibrio manca su entrambi...

per il resto, l'unica scivolata degna di nota che ho mai preso con la mia cavalla è stato indossando un paio di epic su un prato. Rolling Eyes Laughing
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