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Approfondire il pareggio: terreni e slargamenti
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Pareggio, transizione, riabilitazione
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Inviato: Dom Mag 28, 2017 1:05 am    Oggetto: Ads

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Ipparco



Registrato: 07/06/08 13:32
Messaggi: 280
Residenza: Modena

MessaggioInviato: Mar Mar 01, 2011 11:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusate la risposta ritardata, ma ho avuto 2 settimane non troppo facili..
Quanto alla macchina, diciamo che lei ha avuto l'incidente: un cr**ino l'ha centrata ai 100 all'ora mentre era parcheggiata. Da buttare.
Io per fortuna sono illeso, visto che ero a 50 metri di distanza..

Comunque, riprendendo un attimo il discorso, secondo me invece non si può assolutamente prescindere dai risultati, dove con risultati intendo un miglioramento visibile e sostanziale dello stato di salute degli zoccoli e di solito anche del cavallo in generale a partire dal momento della sferratura. Se così non fosse, avrebbero ragione quelli che difendono la ferratura, e io mi schiererei immediatamente dalla loro parte.
Tutto l'interesse ed il valore del pareggio naturale come tecnica e come filosofia sta nel fatto che fa stare meglio i cavalli rispetto alle altre scelte possibili. Che poi questo comporti meno spese di veterinario, prestazioni migliori ed una vita utile più lunga per l'animale sono tutti valori aggiunti non trascurabili, ma che non sono certo il motivo principale che spinge le persone (almeno quelle che abbracciano consapevolmente l'idea del "barefoot") a sferrare.
Se però questi miglioramenti non ci sono, e a maggior ragione se una volta sferrato il cavallo sta peggio di prima (cavallo dolorante o zoppo), o si interviene tempestivamente per garantirne il benessere, o altrimenti è meglio che rimanga ferrato, per lui prima di tutti. Altrimenti è crudeltà gratuita.

Quindi è mia convinzione, e per fortuna non solo mia, che tecniche e persone debbano essere selezionate in funzione dei risultati che ottengono, prima che in base alla "scuola" di appartenenza, alle referenze o chissà quali altri parametri.
Solo così si garantirà ai cavalli un miglioramento costante della qualità di vita, la possibilità di invecchiare senza problemi inutili e la certezza di veder sviluppato al massimo il loro potenziale.

Per quanto riguarda il topic a cui ho fatto riferimento, il motivo dell'abbattimento della cavalla è stato il cedimento dell'anteriore "sano", il destro, come già avevo scritto nel topic stesso, a causa degli stress e dei carichi eccessivi dovuti alla "latitanza" del sinistro per oltre 2 mesi.
La situazione, evidentemente, si era ormai spinta oltre il limite di non ritorno, e nonostante i rapidi miglioramenti del sinistro, il destro, comunque già compromesso e nevrectomizzato, ha ceduto. Sono convinto che se non si fosse permesso alla situazione di degenerare fino a quel punto, intervenendo più decisamente (non tanto a livello di pareggio, quanto piuttosto utilizzando delle protezioni adeguate) fin dall'inizio, oggi la cavalla potrebbe essere ancora viva.
Quindi personalmente ritengo che le decisioni prese (o meglio, non prese) da chi la seguiva prima di me (compresi quindi anche i veterinari che l'hanno visitata negli ultimi mesi) abbiano giocato un ruolo determinante nell'esito della vicenda. Non escludo che anche da parte mia ci possano essere stati degli errori o delle carenze, ma credo che le foto parlino da sè sul fatto che il mio intervento abbia rappresentato un punto di svolta, almeno per quanto riguarda lo stato dell'anteriore sinistro.
Sarei quindi molto interessato a veder pubblicato il parere di questa persona d'oltreoceano, qualunque esso sia, per potermi confrontare con le opinioni di un esperto in materia. Va benissimo anche in inglese, se serve a risparmiare il tempo della traduzione..

Saluti
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sputnik



Registrato: 23/12/10 19:09
Messaggi: 60

MessaggioInviato: Sab Mar 12, 2011 11:31 pm    Oggetto: Rispondi citando


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rhox
Site Admin


Registrato: 20/03/07 22:27
Messaggi: 1769
Residenza: Piemonte- Torino- Sciolze

MessaggioInviato: Mar Mar 15, 2011 7:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

oppalà.. forse ho di nuovo un po' di minuti da dedicare ai post sul forum..
interessante il link sputnick, c'è da dire che osservando il materiale (nel video pareggi non naturali ho anche riconosciuto le foto di pareggiatori noti e con casi di riabilitazione notevole alle spalle) si mostrano alcune caratteristiche che delineano alcuni pensieri.
nelle foto di cavalli selvatici e domestici un po' di pareggiatori griderebbero all'infezione fungina del fettone, lacune centrali chiuse, qualche fettone da pareggiare, ecc..
in questo caso come affronti la questione?

vedo di riportare su il topic sugli sbilanciamenti naturali..
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Ipparco



Registrato: 07/06/08 13:32
Messaggi: 280
Residenza: Modena

MessaggioInviato: Mar Mar 15, 2011 11:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sì, trovo abbastanza divertente che tra i pareggi "non naturali" ce ne siano anche alcuni di veri pionieri del barefoot, persone che ormai si sono guadagnate di diritto il rispetto della comunità scientifica veterinaria con i loro risultati..

Comunque, provo a rendere un po' più interessante la discussione: si "avversano" certe tecniche di pareggio in quanto sarebbero "non naturali"; tuttavia spesso si tratta di scelte fatte per affrontare situazioni patologiche che in natura porterebbero facilmente alla morte del cavallo colpito.

Ora, se il vostro cavallo si procurasse una brutta ferita da taglio e rischiasse di morire dissanguato, quanti di voi si rifiuterebbero di farlo ricucire dal veterinario "perchè i punti non sono un fatto naturale"?
Perchè allora per il pareggio si tiene un metro di valutazione diverso? Non potrebbe essere (e personalmente sono convinto che sia così) che certe condizioni anomale ed estreme si affrontino al meglio con interventi "non naturali"?
Non pensate che prima di tutto si debba assicurare al cavallo la miglior condizione possibile per recuperare uno stato di salute accettabile nel minor tempo possibile? Io la penso così, per lo meno..
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