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Problemi in vista nel movimento barefoot
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Inviato: Ven Giu 23, 2017 12:05 am    Oggetto: Ads

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Alex



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MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2008 12:04 am    Oggetto: Rispondi citando

Questo mi solleva molto... so benissimo che i tempi della ricerca formale sono molto lunghi, e capisco la "scorciatoia" presa dalla dott. Strasser, che è andata avanti da sola ad di fuori - purtroppo - del mondo scientifico formale. Con il risultato che il mondo veterinario accademico può ignorare la cosa perchè "non scientifica".

Purtroppo i cavalli, soprattutto quelli "inguaribili", non possono aspettare.

Per quanto riguarda la ricerca in corso sullo zoccolo equino, io conosco solo Pollitt (che peraltro fa ricerca pura, e sembra ascoltato attentamente dal mondo barefoot senza ricambiarlo di altrettanta attenzione: o sbaglio?), Bowker, e - in posizione interessante ma più di base - Teskey. Conosci qualche altro autore da tenere d'occhio.. soprattutto se c'è qualcosa online?

A Jackson attribuisco molti meriti, ma anche il demerito di divulgare poco in forma free online ... è un peccato, anche se immagino avrà le sue buone ragioni.

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Alex
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darcamone



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MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2008 5:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per Jackson, bisogna anche vedere il caso singolo, di una persona che si tiene al passo con i vertiginosi progressi tecnologici, ma allo stesso tempo magari non ci "sguazza". Appartiene ad una generazione che si trova un po' disiorentata online. Quel poco che basta.

Ha (Jackson) capito il potere del web ma anche che puo' essere una doppia lama. Non vuole divulgare troppo, il che poi puo' essere interpretato male. Pure io ne sono fermamente convinto, vedendo cosa succede. E ancora di piu' ora, nella situazione attuale. Il mondo del cavallo e' un pochino così.....trasmesso oralmente con i consigli di tutti e di nessuno. Non si puo' imparare ad andare a cavallo con un libro e non si puo' fare a meno di prendere spunti di sperimentazione dai testi. Io, potrei mettere online il modo "per tenere un piattaforma petrolifera diritta", lasciar accedere tutti al software che evita l'avvitamento della piattaforma sui 4 punti d'ancoraggio ed evitare che affondi!
Non funzionerebbe.

Siamo ancora pochi, ma con un crescendo esponenziale. Un po' diverso dall'aspetto dei tipi di doma tipo Parelli o Roberts e così via....
Vedo lo sviluppo della parte scientifica del barefoot come una ditta che costruisce speciali giunti idraulici per aerei. Che poi siano Cinesi, Americani o Europei ad usarli quello e' un fatto di risultato. Non preclude l'uso di diversi tipi di aeromobili..... Questi esempi mi tradiscono.....
Jackson ha dovuto affrontare con un impegno massimo e con grande stile lo ha fatto, lo sviluppo delle sue idee in un tempo molto giovane in fondo: poco piu' 20 anni. Ora finalmente ha collaboratori fidati e sani, che trasmettono i"ntegralmente" il loro ed il suo sapere ai nuovi. Lui puoì finalmente collaborare con Pollit e Bowker per esempio. E' nel suo progetto, ma non lo sbandiera troppo in giro. Per fortuna non deve passare le giornate a rispondere a 500 email di studenti o cose del tipo.
All'inizio, ero perplesso anch'io, dal tipo di approccio online dell'AANHCP. (all'inizio pensavo che fossero un specie di mormoni, con tutto il rispetto per loro....con quel sito super protettivo-religioso) Poi dopo, ho capito la serieta' di fondo e soprattutto il suo obbiettivo: essere sicuri del concetto che i suoi pareggiatori come prima cosa non devono mettere in discussione il modello selvatico e sopra ognicosa "non nuocere". Poi vengono i Ramey e tutti gl'altri, che hanno da ridire ed inevitalbilmente devono prendere un altra strada.
Pure io, anche se all'inizio, mi viene da saltare in vari topic di questo forum sul barefoot e dire la mia sulla parte pratica. Ma poi mi chiedo, aiutera' davvero?
Puo' aiutare dire come fare?
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Alex



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MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2008 5:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi dai delle ottime notizie.

Rispondendo alla tua ultima domanda: si... se vedi che un cavallo ha bisogno urgente di aiuto, e magari vedi che quel poco di consigli che possono dare gli altri membri del forum rischiano di provocare ancora più danni, sì... ma non direi "come fare", ma "su cosa riflettere", "dove studiare", "dove trovare aiuto"...

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Alex



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MessaggioInviato: Dom Dic 20, 2009 10:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Mi èstato segnalato questolink a una pagina che non conoscevo, nel sitodella BHI:

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Penso che sia giusto discuterne. E' esattamente in tema con questo topic. Penso che scriverò personalmente qualche commento a Luca, e vi invito a fare lo stesso se alcune delle considerazioni che desiderate fare non sono adatte alla pubblicazione.

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Alex



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MessaggioInviato: Dom Dic 20, 2009 4:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riporto alcune frasi dal sito BHI:
Citazione:

La situazione in Italia è attualmente alquanto confusa: maniscalchi che pareggiano senza sapere assolutamente nulla di piede naturale, spacciandosi invece per esperti e ignorando completamente la gestione; semplici proprietari che pareggiano cavalli conto terzi con esperienza del tutto insufficiente, soprattutto nel caso di patologie; sedicenti professionisti che ignorano completamente le scarpette; "scuole di pareggio" e "corsi" tenute da persone di recente e limitata esperienza; sistemi di gestione, meccanizzati,astrusi e costosi, venduti come "naturali", ma che sono tutt'altro che tali; ma soprattutto nessuna garanzia per i proprietari sulla competenza della persona cui si affidano, che solamente una entità seria, che formi e verifichi, è in grado di fornire.

(fonte:
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Mi spiace di trovare queste considerazioni, espresse in modo troppo generico per essere una specifica, documentata denuncia contro persone specifiche: scritto così, rischia di prendere di mezzo anche persone molto valide, e molto esperte. A meno che veramente chi scrive ritenga veramente di essere l'unico depositario della verità, e si senta in diritto di apostrofare in questo modo chiunque non sia certificato BHI... e questo sarebbe un errore molto grave.

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Bebah



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Residenza: rovigo

MessaggioInviato: Lun Dic 21, 2009 11:44 am    Oggetto: Rispondi citando

E' davvero triste.
D'altro canto è ovvio che cerchi in qualche modo di dare un valore aggiunto per quelle persone che stanno intraprendendo il percorso di certificazione AANHCP... ma da qui a gettar fango su altre persone e scuole di pensiero... ci vuole veramente un gran coraggio.

E' questo che non mi piace, è come se io ti dovessi vendere una macchina, dicendoti non le qualità della mia auto, ma tutto quello che fa schifo delle altre auto. Sarai mica un bravo venditore! Sad
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RAKANET



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MessaggioInviato: Lun Dic 21, 2009 3:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

... concordo pienamante con Bebah: E' davvero triste.
Nel mio piccolo, nell'ultimo periodo ho avuto modo di scambiare diverse mail con l'associazione BHI ed era da tempo che percepivo una tale direzione.
Il problema alla fine è sempre lo stesso "business", finchè si perseguiva l'obbiettivo relativamente al cavallo tutto ok, ma nel momento in cui lo si è perso di vista allora si è pensato solo al "business".... quindi tutto è lecito Sad.
Non so se questo porterà dei frutti alla BHI, sicuramente dal mio punto di vista, al movimento Barefooters non farà bene in quanto genererà confusione e incertezza.
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Alex



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Residenza: Friuli-Venezia Giulia, GO, Monfalcone

MessaggioInviato: Lun Dic 21, 2009 5:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io ho motivo di sospettare che molta della durezza della posizione della BHI dipenda direttamente dalla sua affiliazione con la AANHCP di J. Jackson.

Jackson è certamente un uomo straordinario. Magnifiche intuizioni, incrollabile tenacia, e probabilmente una visione del mondo difficile da afferrare. Probabilmente, un fortissimo carisma.. e come tutte le persone dotate di forte carisma, come recentemente ricordava il prof. Galimberti in un'intervista, suscita forti emozioni.

Penso sia sua la filosofia "o fuori, o dentro", e Ramey è uno di coloro che si sono trovati, o si sono messi, "fuori".

Nel mondo del cavallo vi sono parecchi capiscuola del tipo "o dentro o fuori", e non è affatto detto che sia questione di business: ritengo che sia molto di più questione di personalità. Parelli, secondo me, è uno di questi: e nel suo caso il business c'è, eccome. Nevzorov è un altro, con business scarso o assente. La dott. Strasser è un altro esempio. In scala minore, lo è Mazzoleni.

Posso solo auspicare che come in USA al "blocco" AANHCP si contrappone un gruppo estremamente più elastico e fluido, quello di Ramey, anche in Italia avvenga qualcosa del genere, ossia una qualche forma di associazionismo "elastico" fra pareggiatori che non si trovano a loro agio con in un'organizzazione così rocciosa, e in cui contino più le evidenze (ben documentate e pubblicamente condivise) che i principi.

Rilevo anche che un grossissimo ostacolo alla condivisione e pubblicazione di casistiche complete su gruppi di cavalli seguiti da un professionista è il fatto che le prestazioni dei pareggiatori sono semiclandestine per mere questioni fiscali (oltre al fatto che manca il tempo per farlo...). Me ne sono accorto quando ingenuamente ritenevo possibile che i pareggiatori pubblicassero dati completi e documentati sui cavalli che seguono. Non è possibile. Sad

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franco belmonte



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Messaggi: 85
Residenza: trevignano romano (RM)

MessaggioInviato: Lun Dic 21, 2009 7:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

RAGAZZI,STAVO PER INCOLLARE QUESTA STORIELLA CHE MI HANNO INVIATO COME NUOVO ARGOMENTO.
FORSE STA MEGLIO QUI.




Buon Natale
Giuseppe Altieri
Accademia Mediterranea per l'Agroecologia e la Vita




----------------
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese...

"Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno."

Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise
di guardare all'interno. Al centro della stanza, c'era una grandissima
tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente
contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in
bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido
e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici
lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il
piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era
più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il
sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.

Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno."

Poi Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena
che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola
rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire
l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai
lunghi manici. Questa volta, però... le persone erano ben nutrite e felici e
conversavano tra di loro sorridendo.

Il sant'uomo disse a Dio: "Non capisco!"

"E' semplice" rispose Dio "Dipende solo da un'abilità: essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri della stanza precedente non pensano che a loro stessi!"
(fonte: Franco Farina, Pittore)

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Alex



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Messaggi: 3212
Residenza: Friuli-Venezia Giulia, GO, Monfalcone

MessaggioInviato: Mar Dic 22, 2009 8:57 am    Oggetto: Rispondi citando

La conoscevo, è stupenda, e ti ringrazio di averla ricordata qui. Qui ci sta benissimo!

Che dire - nell'approssimarsi del Natale, possiamo chiedere il regalo che si realizzi in tutti i vari, diversi attori del movimento barefoot: che tutti imparino a insegnare e a imparare, uno dall'altro.

Buon Natale, Franco, e buon Natale a tutti voi!

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Alberto



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Messaggi: 518

MessaggioInviato: Mer Dic 23, 2009 3:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sto preparando una risposta alla pagina della BHI. Per il momento mi limito a ricordare a Luca, se per caso dovesse leggerci, che concentrandosi troppo su se stessi, sovente si perde di vista il mondo che ci sta attorno.

Evidentemente non sa che nel trotto, ad esempio, si stanno sempre piu' utilizzando cavalli scalzi, soprattutto nelle gare. Questi cavalli sono seguiti da maniscalchi con baffi e contro baffi che fanno il mestiere da 40 o 50 anni, credo che Luca ben poco abbia da insegnare a questi signori.
Anche nel reining si incontrano sempre piu' cavalli scalzi. Tutti sono seguiti da maniscalchi.
Sono dell'opinione che la figura del maniscalco, tanto invisa a Luca e abiurata da Jackson, sia in realta' l'unica ad oggi, in Italia intendo, che sappia veramente dove "mettere le mani".
Faccio un nome a caso, Vasco Cattafesta, classe '48, diplomato alla scuola di mascalcia di Pinerolo nel 1969. in attivita' da 45 anni in tutti gli ippodromi italiani, persona estremamente aperta e disponibile, ricercatore e grande esperto. Altri, piu' giovani, Piero Ramelli e Stefano Persi, ambedue diplomati a Pinerolo sotto la guida del M.llo Blasio, ritenuto uno dei migliori maniscalchi del mondo.

C'e' qualche pareggiatore che si ritenga piu' esperto di questi tecnici ?

Firmate la petizione per ammettere la Bitless Bridle nelle gare FISE !!!!

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wildhorse



Registrato: 09/04/06 14:33
Messaggi: 98
Residenza: Austria, Villacco

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 11:57 am    Oggetto: Rispondi citando

This dispute between barefoot methods is going on all around the world. Recently I got the following e-mail from a lady in the US:

Well, after 2 years of less is more and Pete Ramey, It was not working and I needed to make some changes. I thought trimming should be so easy as all I thought I had to do was basically mustang roll the wall and the rest would take care of itself.I always had a hard time convincing myself that the bars and frog would not grow at the same rate as the wall.

Even though I had studied Strasser I had NO idea how on point she is. I am trimming frogs, bar and sometimes live sole when I have a med/lateral imbalance. Horses here have so many angular deformities as our ground is not forgiving in any way. Whatever balance they are given by the trimmer or farrier is what they have. Our ground does not compensate. The bar material here pools more in the center of the frog. It fuses to the sole. It does not develop in a uniform fashion at all. So many of these horses have had this going on for years. Some are just getting by and some are lame.

I also follow Cheryl Henderson's site ABC hoofcare. She uses a ring to determine how far to take the toe back. Out here the sole, white line and toe wall get pulled forward. Lots of under run heels and axial contraction.
If I don't address the bars and back of the foot they will be sore when I take the toe back. My mare had bullnosed hinds for over 10 years. The less is more folks kept telling me if I kept the toe back it would rectify itself. After reading your article I realized her toe was contracted as it was jammed up into itself. Bar material in the front of the foot. Her hind feet still have a ways to go as her lateral cartilages are pretty much gone on her hinds. BUT, they are no longer bullnosed. I post the link to your article on other Yahoo group sites and the response is often times very negative. The hind feet out here really take a beating as the break over is so delayed. Lots of Suspensory attatchments stretched on one side from long term med/lat imbalances. Especially on the LH. My gelding had never shed any material in 3 years of being barefoot and I had numerous other trimmers look at him. No one could tell me why. His sole looked like fossilized rock. He had these huge humps in the center of CG. Once I started taking out the material and making a smooth transition from the back of CG to the apex, changes are happening and his feet are making some huge changes. His RF was cold if it was cold outside. It is now as warm as his other feet. I knew his circulation was compromised.
So many people so giving of their time have helped so much. I hope someday I can return the favor to others.


So this is exactly the answer - we have to find solutions for problems, not simply stick to methods. And we should help each other to find the solutions.
This works only when you're open enough to look at others.
For good learning this is also important, because every teacher tells it different. The result may be the same, but one pupil may understand it different from a different teacher, or may misunderstand something.

I find it funny anyway that the BHI claims to be the best and only truth, for it has changed its own trimming style quite radically over the past few years.

But on the other hand I understand the BHI - there are a lot of "fakes" around, especially in Italy as there is no restriction by law. They say they are hoof trimmers and have barely one weekend of training, and maybe looked at pictures in a book. While some are even doing much better than people with much longer training, most do not - at least when it comes to pathologic cases.

So how can a horseowner discern good hoofcare or shoeing from bad? That is a problem all over the world, not only for hoofcare but also for regular veterinarians and in human medicine as well.

I think it can only be solved by 2 approaches:

- information of the horse owner, so that he/she is able to see differences on their own - we have to support the responsibility of the individual
- personal recommendation of good trimmers to others

So if you know a good trimmer or farrier (not all farriers are "evil" Laughing ), please tell me, I'll put their contact information on my Link site

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There is also a list of trimmers on Stefano Sabioni's site.

Unfortunately my Italian is not so good to be able to discuss with you in depth Crying or Very sad

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Dedicato alla salute dei cavalli
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Alex



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MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 6:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Sonia e grazie del contributo. E Buon Anno a te e a Mattias!

C'è un interessantissimo articolo di fondo, sull'ultimo numero de The Horse's Hoof, rivista barefoot che penso non abbia eguali nel mondo. Io sono abbonato, e consiglio caldamente a tutti coloro che conoscono l'inglese di fare altrettanto. Qualcosa del genere ci vorrebbe anche in Italia, ma le forze sono quelle che sono.

Nell'articolo, Yvonne Weltz, editrice della rivista, prende lo spunto della discrizione di un successo per fare il punto di 10 anni di vita del movimento barefoot. Cito due sole osservazioni:

1. l'iniziale entusiasmo, che, sulla base di successi assolutamente al di fuori da quelli ottenibili con la mascalcia tradizionale, aveva indotto una specie di "senso di onnipotenza", si è trasformato in una serena consapevolezza che la gestine naturale e il pareggio barefoot sono senz'altro la cosa migliore che si può fare per un cavallo, ma i miracoli talora avvengono... e talora non avvengono. Se i danni organici sono troppo avanzati, il risutato di un cavallo "perfetto", al top delle prestazioni agonistiche, talora non si ottiene.

2. mentre all'inizio le scuole di pareggio & gestione naturale erano poche, attualmente, come effetto del crescente successo del movimento, si sono polverizzate in moltissimi gruppi. La politica di The Horse's Hoof è di dare voce a TUTTI e gruppi e a TUTTE le scuole, facilitando i confronti di teorie, idee, metodi e risultati.

Sarebbe bello cominciare a lavorare, con pazienza, perchè lo spirito di Yvonne si diffondesse anche in Italia, o almeno (visto che in Italia siamo "maestri di divisioni", in realtà non siamo mai andati oltre la gloriosa epoca dei Comuni...) in Europa.

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franco belmonte



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MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 9:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Caro wild horse,cari amici,
sono costretto a scrivere in italiano per non rischiare di aggiungere confusione.
Mentre voi fate filosofia sull'argomento vi sono persone la fuori che pareggiano cavalli a 50-70 euro a capo.
Perdere o guadagnare 100 cavalli può far piangere o sorridere.
Mettere le mani sull'intero mercato barefoot italiano o gran parte di esso è un grosso affare.
Questo è quello che si sta tentando di fare.
Non vedo slanci caritatevoli nei confronti dei cavalli ne volontà di miglioramento del genere umano. Si sono persi per strada.
Ho visto pareggi affrettati(il numero dei cavalli e la qualità del lavoro non sono direttamente proporzionali)ed anche sbagliati,inopportuni, compiuti da coloro che ritengono di essere i grandi nomi del barefoot italiano. Da coloro che pretendono di fare scuola di FORMAZIONE.
Libri scritti male e tradotti peggio.
Corsi organizzati al solo scopo di procacciare clienti.
SVEGLIA!
Desidero anche rispondere cortesemente a chi su questo forum ha scritto:”ma è poi utile spiegare tecniche,illustrare metodiche(alla plebe aggiungo io)?”. Bene, rispondo con un secco SI!
E' sempre possibile adattare la risposta al livello dell'interlocutore affinchè ne tragga vantaggio.
Il sorrisino, il silenzio, la supposta complessità dell'argomento sono invariabilmente la dimostrazione di ignoranza vera,di mancanza di rispetto dell'interlocutore, di volontà di salvaguardia degli interessi personali o di una rendita di posizione.
Lo sanno bene generazioni di studenti alle prese con altrettante generazioni di docenti spocchiosi e indecifrabili libri.
Ed anche tutti i semplici quando alle prese con coloro che li tengono in mano.
Ridimensionate gli attori di questo film e le loro opere. C'è un gran polverone non sollevato da cavalli in corsa al solo fine di guadagnare di più.

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Alex



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MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 7:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

C'è una magnifica espressione, a cui non si pensa affatto, ma che ha una storia millenaria. L'espressione è: "i segreti del mestiere".

Questa espressione attualmente viene usata per dire "le finezze che si imparano con una lunga pratica", ma in realtà si rifà a una cosa molto concreta: un tempo, e probabilmente per millenni, gli "artigiani" NON svelavano a chiunque le tecniche che utilizzavano , perchè venivano considerati "i segreti dell'arte", ed erano, appunto, tenuti segreti. Nel giuramento di Ippocrate, in un tratto poco noto, una delle proibizioni era quella di "diffondere i segreti dell'arte" presso coloro che non erano vincolati dal giuramento.

Citazione:
Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. (
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)


Quindi: non meravigliamoci se aleggia intorno alla mascalcia qualcosa di quella vecchia idea, di non spiegare ad altri "i segreti dell'arte"; e io non mi meraviglio che questa ritrosia, questo alludere a grandi difficoltà vaghe e paurose anche se non ci sono nella larga maggioranza dei casi, questo insistere sulla necessità di una lunga formazione seguendo fedelmente una scuola e non un altra sia, appunto, un retaggio antico. Ma che non può valere nell'epoca di Internet!

Franco afferma cose abbastanza dure... io non sono del tutto d'accordo, o meglio: come ho criticato la pagina di BHI, critico anche il suo intervento (speroche non me ne voglia...) nel senso che se si lancia un'accusa o una critica troppo forte per dirigerla direttamente e apertamente sul bersaglio giusto, allora è meglio non farla affatto, perchè si potrebbe offendere, senza volere, qualcun altro. Siccome il mondo non è popolato di santi, succederà, nel barefoot, quello che succede comunemente nella mascalcia... niente di più e niente di meno. Starà al cliente farsi furbo e scegliere bene, ma senza più affidare i piedi del suo cavallo "alla cieca",ma anzi acquisendo, da qualsiasi fonte, anche Internet, tutte le informazioni per dare il suo "consenso informato". tenete conto che non è opportuno esprimere giudizi sull'operato professionale di questo o di quello in pubblico, ma nulla impedisce che questi giudizi siano espressi in privato... quindi, parlatene personalmente e privatamente, fra amici, e se non ne avete fatevene di nuovi con cui parlare privatamente.... Internet dà opportunità senza fine, di farsi nuovi amici. Wink

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